Sale scommesse: i regali mancati e l'ira dei funzionari

ieri gli interrogatori di garanzia per gli arrestati. Polizzi, il funzionario dell'Aams arrestato, non ha risposto al Gip. Dalle intercettazioni emerge l'abitudine a ricevere doni in cambio di favori

PALERMO. Alla  direzione  regionale dei Monopoli erano talmente abituati a ricevere regali che quando qualcuno si presentava a mani vuote veniva immediatamente rimproverato. «Come siete combinati lì, vivete in un altro pianeta?». Non usava tanti giri di parole Giovanni Polizzi, uno dei funzionari arrestati, per far capire ai suoi interlocutori come funzionavano le cose: «Buttana della miseria — protestava infatti con un imprenditore di Serradifalco (Leonardo Iacuzzo, socio della sala Big Bingo) in una conversazione intercettata il 21 dicembre 2007 — quello viene qua sotto Natale... Viene a presentare la domanda per la rivendita e neanche portano niente al direttore al vice direttore... Una cosa, una bottiglia, un regalo... una cesta!!!». A spiegare agli investigatori il meccanismo delle regalie, senza volerlo, è stato proprio Polizzi nelle centinaia di conversazioni intercettate. In questa, il funzionario dell’Aams — che fino a ieri era anche assessore all’Urbanistica del Comune di Giardinello — si lamentava per il comportamento di un altro imprenditore, Leonardo Aquilina, responsabile della sala Euronissa Giochi di Caltanissetta, accusato di essersi presentato a mani vuote: «Tutte le sale — proseguiva Polizzi — hanno portato una bottiglia, una cesta, una cosa, voi non vi degnate di portargli una cosa... Io non lo so, quello si ci appricò (si è risentito)... minchia... gli ho detto ma sicuramente verranno lunedì, perché ancora la vigilia non c’è». Dopo l’arresto, ieri per il funzionario è arrivata una nuova tegola: il sindaco, che si chiama pure Polizzi (ma che di nome fa Salvatore), gli ha revocato l’incarico di assessore: «Ho saputo dell’inchiesta dagli organi di stampa — ha detto —. Mi dispiace per lui dal punto di vista umano, ma ho piena fiducia nel lavoro della magistratura».


E sempre ieri mattina Polizzi è comparso davanti al gip Maria Pino e al pm Sergio Demontis per l’interrogatorio di garanzia, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha invece ammesso di avere ricevuto piccoli regali («e di non averli restituiti solo per ingenuità») Salvatore Magno, l’altro funzionario dell’Aams, originario di Poggioreale ma da anni residente a Palermo, arrestato nella retata di mercoledì assieme ad altre nove persone. Magno, che è assistito dagli avvocati Giuseppe Giannusa e Calogero Vella, si è difeso dicendo che le pratiche erano comunque tutte regolari e legittime e che i pranzi con gli indagati e con Michele Spina — l’imprenditore divenuto in pochi anni il numero uno delle sale bingo in Sicilia — erano in fondo innocenti appuntamenti conviviali. Nei prossimi giorni — tra Napoli, Roma e Catania — saranno interrogati tutti gli altri indagati, compreso Spina, nipote del «re dei supermercati» Sebastiano Scuto, diventato a poco più di 30 anni praticamente il monopolista dei centri scommesse dell’Italia del sud. Nel 2006 cinque tra le 14 più alte offerte per l’aggiudicazione delle agenzie di scommesse vennero presentate dalla sua società, la Primal srl, che, spendendo quasi 8 milioni e mezzo di euro, si aggiudicò i titoli per aprire 24 sale e 71 corner. Per gli inquirenti dietro il massiccio investimento potrebbe esserci il tentativo di usare le sale per riciclare il denaro sporco. Ma i rapporti di Spina con la criminalità non si limitano ai legami con Scuto: il nome dell’imprenditore emerge infatti in alcuni pizzini sequestrati a Giovanni Botta detto «Frutta», uno dei fedelissimi di Salvatore e Sandro Lo Piccolo.

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