La morte delle palme a Palermo

Aiuole come sepolcri e palme prossime a spirare caratterizzano oramai da tempo l'arredo urbano di Palermo. Il punteruolo rosso ha certamente mutato il volto del capolugo palermitano e le numerose floride palme che costeggiavano alcune delle vie della città hanno lasciato posto ad aridi giacigli il più delle volte impiegati, nelle zone in cui è stata avviata la raccolta differenziata dei rifiuti, come serbatoi temporanei di mefitiche scorie prodotte dai cittadini. Gli interventi mancati o in altri casi inefficaci da parte dell'Amministrazione comunale accrescono l'insofferenza tra coloro che auspicano un rinnovato periodo di splendore per la città che vanta un'importante storia e che conserva, nonostante politiche che per decenni ne hanno ignorato il valore storico-artistico, pregiatissimi esempi di architetture ascrivibili a periodi differenti della storia culturale d'Occidente. In viale Regina Margherita, nel quartiere Zisa, sorge il villino Florio, esempio raffinato di Liberty, relizzato tra la fine del XIX e i primi anni del XX secolo su progetto dell'architetto palermitano Ernesto Basile. Le alte palme che un tempo costeggiavano rigogliose la carreggiata di questa strada, uno dei pochi esempi dignitosi di Palermo, abbisognano oramai da più di un anno di interventi immediati più e più volte sollecitati dal sottoscritto al settore competente del Comune e direttamente all'Assessore Francesca Grisafi.
Desidero pertanto esortare i nostri Amministratori affinché intervengano in modo risolutorio in questo contesto ed in altri auspicando altresì un impegno maggiore da parte dei nostri rappresentanti di circoscrizione.
Alessandro Romano, Palermo

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