Augusta, esplosione su una barca: un morto

L’incendio è avvenuto a bordo di una piccola “bettolina” che era in navigazione nella rada in provincia di Siracusa. L'operaio morto si chiamava Domenico Settipani. Ferito anche un’altra persona che si trovava a bordo

AUGUSTA. Una persona è morta ed un'altra è rimasta ferita nell'esplosione, seguita da un incendio avvenuta a bordo di una barca ad Augusta, in provincia di Siracusa.
Secondo le prime informazioni dei vigili del fuoco l'esplosione è avvenuta a bordo di una piccola 'bettolina' che era in navigazione nella rada di Augusta. Ancora sconosciute le cause dell'esplosione. L'incendio è stato già spento dai vigili del fuoco.


AGGIORNAMENTO DELLE ORE 10.19. Un incidente sul lavoro: questa l'ipotesi privilegiata per spiegare l'esplosione avvenuta intorno alle 8 di stamani su una barca che stava navigando nel porto di Augusta che ha causato un morto e un ferito.
Secondo una prima ricostruzione i due operai a bordo della 'bettolina', una piccola imbarcazione utilizzata per spostamenti in rada, durante una manovra, avrebbero urtato con la chiatta un galleggiante con del carburante. L'impatto avrebbe provocato un'esplosione che ha investito i due uomini. Non è ancora chiaro se la deflagrazione sia avvenuta sulla bettolina o sul galleggiante.
Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco, che hanno spento le fiamme. A soccorrere le vittime sono stati anche militari della Capitaneria di porto. Un operaio era però già morto, mentre l'altro è stato trasferito nell'ospedale Muscatello di Augusta.


AGGIORNAMENTO DELLE ORE 11.06. L'operaio deceduto si chiamava Domenico Settipani, aveva 58 anni ed era originario di Augusta. Con lui era un suo collega di 44 anni, G. P., che è ricoverato in gravissime condizioni nel Centro grandi ustionati dell'ospedale Cannizzaro di Catania, dove è stato trasferito con un elicottero del 118. Sul posto dell'incidente è all'opera, per rilievi e indagini, l'apposita squadra investigativa anti infortunistica della Procura della Repubblica di Siracusa, coordinata dal procuratore capo Ugo Rossi e dal sostituto Andrea Palmieri. Secondo una prima ricostruzione, l'esplosione sarebbe avvenuta durante le fasi di pulizia degli idrocarburi di scarto da un deposito galleggiante. I vapori emanati, per cause in corso di accertamento, avrebbero subito un innesco causando la deflagrazione.

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