Fiat, proteste davanti alla Regione: soluzioni concrete per Termini

I sindacati dei metalmeccanici Fiom, Fim e Uilm, organizzatori del sit-in, chiedono a Lombardo di attivarsi velocemente per il rilancio dello stabilimento siciliano

PALERMO. Centinaia di lavoratori della Fiat e dell'indotto si sono dati appuntamento stamani davanti a Palazzo d'Orleans per un sit-in di protesta contro «la lentezza e i ritardi nella vertenza che li riguarda, dopo la decisione della Fiat di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese».
Fiom, Fim e Uilm chiedono al governo regionale di «fare sentire la sua voce col governo nazionale affinché si svolga quanto prima l'incontro col ministro Romani, già chiesto dai segretari nazionali delle tre sigle sindacali, per definire la soluzione per lo stabilimento». L'iniziativa è stata organizzata dai sindacati dei metalmeccannici per chiedere al governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, interventi concreti per il rilancio dello stabilimento siciliano, che la casa automobilistica torinese ha deciso di chiudere dal 1 gennaio 2012, e garanzie occupazionali per i 2.200 lavoratori di Fiat e indotto.
«E' una vertenza che si trascina da più di 18 mesi con incontri al Ministero dello Sviluppo economico, tavoli tecnici e proposte di rilancio - dice il segretario provinciale della Fiom di Palermo, Roberto Mastrosimone - che ad oggi non hanno prodotto niente di concreto né garanzie per il futuro dei lavoratori». «Chiediamo a Lombardo di attivarsi e arrivare in tempi brevi a una soluzione seria - aggiunge - la questione Termini Imerese riguarda la Sicilia».

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