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Roma: avanti i migliori, ma Nadal soffre con Lorenzi

Il numero uno del mondo ha avuto ragione del senese solo al terzo set. Bene Federer e Djokovic. Quattro italiani fuori, vince solo Starace

ROMA. Un paio d’ore da sogno per Paolo Lorenzi  che mette alle strette niente meno che il numero uno del mondo Rafael Nadal. Su un centrale del Foro Italico stracolmo, è andata in scena la riedizione del duello tra Davide e Golia, e l’azzurro ha davvero illuso tutti di poter abbattere il gigante spagnolo. Paolo si è aggiudicato il primo set al tie-break ed è rimasto pienamente competitivo anche nel secondo, ma, dal 76 4-3 in suo favore, ha subito la perentoria rimonta del blasonatissimo avversario, che ha smesso di sbagliare, finendo per imporsi con il punteggio di 67(5) 64 60 dopo due ore e trentasette minuti.

Resta solo Potito Starace. Tutti e tre i nostri ragazzi dell’81 approdati al secondo turno degli Internazionali BNL d’Italia hanno lottato con i rispettivi avversari, ma alle sconfitte di Filippo Volandri con Stanislas Wawrinka e di un comunque incredibile Paolo Lorenzi con Rafael Nadal ha fatto seguito, fortunatamente, il successo di Poto sul serbo Viktor Troicki. Il davisman di Cervinara (nella foto) si è imposto sul numero 15 del seeding con il punteggio di 64 64 in un’ora e quarantasei minuti di gioco, disputando un match brillante, almeno fino al 5-1 del secondo parziale. Qui Poto si è un po’ disunito, e Troicki ha accennato un tentativo di rimonta, annullando anche due matchpoint di fila sul 5-2. Sul 5-4, per la seconda volta al servizio per chiudere, il braccio dell’azzurro non ha tremato, promuovendolo agli ottavi di finale per la gioia della tanta gente accorsa al campo 10, teatro della sfida.


Potito se la vedrà ora con la quarta testa di serie, Andy Murray, che all’esordio ha faticato per tre set contro il belga Xavier Malisse. Il britannico visto all’opera ieri sera appare senz’altro alla portata di questo Starace: certo è che occorrerà preparare il match fin nei minimi dettagli per tentare l’impresa. Due anni fa, al secondo round del Roland Garros, lo scozzese riuscì a prevalere soltanto dopo quattro combattuti set, ed è un precedente, tutto sommato, incoraggiante.



Lampi di Federer nella notte romana. Il numero tre del mondo ha battuto senza troppi problemi il francese Tsonga in poco più di un’ora, con il secco punteggio di 6-4 6-2. Nessun problema per lo svizzero, padrone assoluto della partita già dalle primissime battute del match. Il primo set Federer lo ha deciso grazie a un break sull1-1 e difeso senza particolari patemi fino al termine della frazione. Il secondo ha visto l’ex numero uno del mondo il portarsi sul 4-0, rubando a due riprese il servizio al francese, e in seguito mantenere il distacco senza grossi patemi d'animo. Ora sono quattro le vittorie dello svizzero in cinque sfide con il transalpino, che a parte il “suicidio” di Roger a Montreal lo scorso anno (quando era avanti 5 a 1 nel terzo set), ha sempre sofferto il tennis dell’elvetico



Al prossimo turno Federer se la vedrà con un altro francese, ovvero Richard Gasquet, testa di serie numero 16. In carriera i due si sono scontrati nove volte. A parte la prima partita che li ha visti protagonisti, nel 2005 a Montecarlo, e che lasciava presagire un futuro radioso per l’enfant prodige di Francia, l'ex numero uno al mondo si è sempre imposto.



Brutta notizia invece per David Ferrer, che è stato nettamente battuto dalla…febbre. Un febbrone da cavallo, per l’esattezza, che ha messo K.O lo spagnolo, finalista dello scorso anno qui a Roma. Al suo posto, nel match contro Cilic, è sceso in campo l’argentino Berlocq, che ha poi perso la sfida contro il croato, semifinalista a Melbourne nel 2010.



Per quanto riguarda le donne, niente da fare per Sara Errani, sconfitta nettamente ad una Vika Azarenka in forma straripante. L’italiana è stata battuta dalla testa di serie numero 3 in due set, con il punteggio di 6-1 6-3. Il bilancio finale dell'Italia oggi è nettamente passivo: 4 sconfitte (Errani, Brianti, Oprandi e Volandri) e una sola vittoria, quella di Potito Starace.

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