Lombardo: "Un governo politico? La maggioranza mi dica cosa vuole"

Il presidente della Regione, dopo il voto della Finanziaria, apre all'ipotesi di un rimpasto. "Ma se il messaggio è quello di cambiare la coalizione, a me non interessa. Una riflessione adesso va fatta"

PALERMO. «Se il messaggio è quello di cambiare maggioranza, non mi interessa. Ma non c’è dubbio che una riflessione adesso va fatta. Serve un governo politico? Non lo so, la maggioranza mi dica quello che vuole. Io sono pronto a parlarne»: alle nove di sera, seduto al centro dei banchi del governo, Raffaele Lombardo ascolta le dichiarazioni di voto dei deputati e risponde «ai messaggi trasversali che arrivano da tutti i partiti». Incassato il voto contrario dell’opposizione e registrata la scarsa collaborazione fra i partiti che lo sostengono, per Lombardo quella approvata ieri è l’unica Finanziaria possibile: «Ho davanti a me duemila pagine di emendamenti ad personam e ad stabilizzazionem o ad contributum. Per approvare il maxi emendamento non c’erano le condizioni, a meno di non voler fare uno scempio. È stato da responsabili ritirarlo».



Da qui in poi però Lombardo apre la riflessione sul futuro. Ha ascoltato alcuni deputati dell’opposizione che prospettavano sottilmente nuove soluzioni per il prosieguo della legislatura. Ma il presidente si rivolge ancora alla maggioranza composta da Fli, Udc, Api, Pd e Mpa: «Bisogna chiedersi se c’è la volontà di andare avanti in un percorso che si annuncia sempre più difficile. Se qualcuno non se la sente di andare avanti, io ne prenderò atto». L’ipotesi di un rimpasto però adesso non è più bocciata a priori. Lombardo la rimette sul piatto. E lo fa dopo aver ascoltato anche il suo braccio destro nell’Mpa, Lino Leanza, prospettare l’ipotesi di una impossibilità di andare avanti: «Se non ci sono le condizioni, meglio staccare la spina». Leanza ha difeso la manovra, pur avendo trattato fino all’ultimo per trovare l’intesa e allargarla: «Abbiamo evitato l’assalto alla diligenza. Abbiamo salvato i conti della Regione». Il passaggio cruciale resta il dibattito che si aprirà nel Pd domani per concludersi domenica prossima con l’assemblea generale del partito. Ma Lombardo vuol giocare d’anticipo e staccare il suo destino dalle decisioni altrui.



Nel frattempo il Pdl si prepara alla nuova offensiva. Sabato a Caltanissetta Giuseppe Castiglione insedierà il coordinamento regionale alla presenza di Angelino Alfano. Lì verrà deciso se andare avanti sulla strada della mozione di sfiducia, che è annunciata per i prossimi giorni. Castiglione intanto è tornato a chiedere le dimissioni di Lombardo: «È stata approvata una Finanziaria inutile, senza regia nè progetto. È il fallimento del piano politico di Lombardo. Ne prenda atto. Ha il dovere morale di dimettersi».

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