"Anziana morta in attesa di ricovero", cinque medici indagati a Gela

I sanitari del Vittorio Emanuele sono sotto inchiesta per il decesso di Mattia Vullo. Per due volte portata al pronto soccorso, la paziente sarebbe rimasta in sala d'aspetto per poi "morire d'infarto senza le dovute cure", sostengono i familiari

GELA. Cinque medici dell'ospedale Vittorio Emanuele di Gela sono indagati per la morte di una pensionata di 71 anni, Mattia Vullo, avvenuta giovedì scorso. Per due volte portata al pronto soccorso, la paziente sarebbe rimasta in sala d'aspetto per poi "morire d'infarto senza le dovute cure", sostengono i familiari della donna.
Secondo la denuncia presentata dai figli ai carabinieri, l'anziana, colta da malore mercoledì sera, era stata portata in ospedale, dove i medici, dopo i primi accertamenti clinici l'avevano mandata a casa con l'invito a tornare, per ulteriori controlli, l'indomani mattina, perché non c'erano posti liberi in corsia. Puntuale, alle 9 di giovedì, Mattia Vullo si è ripresentata in ospedale dove però ha dovuto attendere l'ora delle visite di consulenza che vengono effettuate a mezzogiorno. Verso le 11,30, le condizioni della donna però sono peggiorate di colpo tanto da costringere i figli a protestare con i medici, mentre il primogenito decideva di recarsi dai carabinieri a denunciare i fatti.
E quando un cardiologo, chiamato dal reparto per visitarla in astanteria, ha accertato l'infarto in corso, c'è stato solo il tempo di trasferirla all'unità coronarica, dove, poco dopo, è deceduta. La procura della Repubblica, diretta da Lucia Lotti, ha disposto il sequestro della cartella clinica e dei registri del pronto soccorso, ordinando l'autopsia sul cadavere.

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