Messineo: la Procura ha le carte in regola

E' la risposta del procuratore di Palermo all'ipotesi di una commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dei pentiti, dopo le polemiche sollevate dal "caso Ciancimino"

PALERMO. «Riteniamo di aver operato nei limiti della legge e per finalità che fanno parte dell'inchiesta in corso. Abbiamo le carte in regola e siamo pronti a rispondere in tutte le sedi istituzionali delle nostre azioni». Risponde così il procuratore di Palermo, Francesco Messineo, all'ipotesi di una commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dei pentiti, in seguito alle polemiche sollevate dal "caso Ciancimino".
«Ritengo che la Procura di Palermo si sia sempre comportata secondo il principio fondamentale di lealtà e collaborazione tra gli uffici. – ha aggiunto, smentendo eventuali scorrettezze dei magistrati palermitani nei confronti di quelli nisseni per la disposizione del fermo di Massimo Ciancimino per calunnia aggravata a Gianni De Gennaro - Ci sono stati scambi di documenti e numerosi confronti con Caltanissetta. Non c'é mai stato nessun episodio di slealtà». «Si tratta dello stesso titolo di reato nei confronti della stessa persona - ha spiegato - ma non dello stesso reato. La calunnia su cui indaga Caltanisetta riguarda una dichiarazione a un funzionario di polizia. Nel nostro caso si tratta di una calunnia connessa alla produzione di un documento falsificato e il reato si è consumato a Palermo. I fatti non sono sovrapponibili». Il procuratore ha osservato che «gli atti congiunti non sono la regola ma un'eccezione a volte proficua». I pm di Caltanissetta lamentano a questo proposito di non essere stati coinvolti per l'interrogatorio a Ciancimino, che si è svolto venerdì a Parma. «Non era fattibile - ha ribattuto Messineo - in ogni caso non si può parlare di scontro tra due procure. Noi registriamo questo atteggiamento da parte di Caltanissetta e non commentiamo».

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