Formazione, paracadute per chi resta senza lavoro

Chi finisce in esubero resta a casa ma percepisce l’80% della retribuzione netta e i contributi. Centorrino estenderà questa tutela ai lavoratori assunti fino al 31 dicembre 2008

PALERMO. Un paracadute per i dipendenti della formazione professionale che resteranno senza lavoro al termine della riorganizzazione degli enti. L’assessore Mario Centorrino ha annunciato emendamenti alla Finanziaria che riscrivono parte della legge 24 del ’76.
Centorrino prevede di estendere a tutti i dipendenti regolari il paracadute della Regione. Esiste già un fondo che funziona da ammortizzatore sociale per i formatori assunti prima del 31 dicembre 2002 che restano senza lavoro. Chi finisce in esubero resta a casa ma percepisce l’80% della retribuzione netta e i contributi. Centorrino estenderà questa tutela ai lavoratori assunti fino al 31 dicembre 2008, coprendo buona parte degli esuberi che si realizzeranno in questa fase. I sindacati calcolano che almeno un migliaio di lavoratori perderà il posto per effetto della riduzione dei finanziamenti e della decurtazione di fondi agli enti non in regola. Una tutela analoga è allo studio anche per i dipendenti degli sportelli multifunzionali.
L’emendamento prevede anche che i lavoratori che usufruiscono di queste garanzie possano essere impiegati da altri enti pubblici che ne facciano richiesta (ma sempre pagati dalla Regione) e se non accetteranno il trasferimento perderanno ogni tutela. Il tutto però funzionerà per 5 anni e per questo motivo, secondo Giuseppe Raimondi della Uil, «c’è il fondato timore che al termine della garanzia offerta dal fondo il personale finisca disoccupato. E comunque questo fondo va prima finanziato... Le misure di Centorrino non convincono». La Uil ha presentato alcune controproposte e si prepara a indire lo sciopero contro l’accordo firmato dal governo con alcuni sindacati. Centorrino ha replicato invitando gli enti a lavorare a una ristrutturazione interna tagliando i costi di gestione. La manovra dell’assessore fissa per legge quel termine del 31 dicembre 2008 al di là del quale ogni assunzione è irregolare. Un’indagine interna ha rivelato che almeno un migliaio di altri reclutamenti, a vario titolo, sono stati fatti: a questi Centorrino non darà garanzie nè fondi. Un altro emendamento prevede infatti la creazione di un albo unico a esaurimento dove venga iscritto solo il personale assunto prima del 31/12/ 2008 «per porre un limite all’inserimento di nuovi lavoratori».
Resta l’emergenza legata agli 800 lavoratori del Cefop. L’ente non ha ricevuto finanziamenti e in attesa della norma sul fondo di garanzia il personale è senza stipendio. Ieri i dipendenti del Cefop sono scesi in strada: bloccata via Libertà e occupata la Commissione regionale per l’impiego. Centorrino ha anticipato che la soluzione su cui si lavora «è l’amministrazione controllata dell’ente affidata a un magistrato». Michele Pagliaro e Giusto Scozzaro della Cgil lanciano l’allarme «sulle pressioni delle lobby che, usando il bisogno di lavoro in un intreccio tra politica ed enti gestori meno seri, hanno costruito fortune politiche». La Cisl sposa la proposta del fondo di garanzia e dell’albo unico a esaurimento ma invoca anche «incentivi ai prepensionamenti e la riqualificazione dei lavoratori». E per Mario Filippello (Cna) «la formazione va interamente riformata in direzione delle vere esigenze delle imprese e del mercato del lavoro».

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