Due imprenditori riconoscono gli estortori in aula

Francesco Di Paola e Giuliano Antonino, titolari di una gioielleria e di un biscottificio, hanno testimoniato durante il processo "Cerbero". Hanno raccontato anni di richieste di pizzo

PALERMO. Due imprenditori palermitani, Francesco Di Paola, proprietario di una gioielleria in piazza delle Palme, e Giuliano Antonino, titolare di un biscottificio in via Buonriposo, hanno testimoniato in aula contro i loro estorsori durante il processo 'Cerbero' alle cosche di Brancaccio, Porta Nuova, Santa Maria di Gesù, Borgo Vecchio.
Di Paola e Antonino hanno raccontato anni di estorsioni e richieste, riconoscendo poi in foto i loto aguzzini. "Ormai accade sempre più spesso, sebbene siano ancora molti ancora a pagare - dicono le associazioni Libero Futuro e Addiopizzo -. Due storie diverse, in due diversi quartieri della città, che si sono concluse nel modo migliore anche grazie al lavoro impeccabile delle forze dell'ordine e della magistratura che hanno dimostrato ancora una volta di saper tutelare chi denuncia. Ora anche i cittadini devono fare la loro parte e sostenere con i loro acquisti i due imprenditori che a seguito delle denunce hanno subito un calo degli affari". Un altro imprenditore, Antonino Cagegi, titolare dell'Eurospin in via Pecoraino, non ha riconosciuto quello che aveva indicato alla polizia come il suo estorsore. Il processo é stato rinviato al 16 maggio.

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