Omicidio Romano, l'autopsia: ucciso tra lunedì notte e martedì

Da una prima ricognizione, la morte del mafioso di 34 anni anni sembrava essere avvenuta poche ore prima del ritrovamento, ma l'esame dei medici legali Livio Milone e Paola Pugnetti ha tolto i dubbi

PALERMO. E' morto nella notte tra lunedì e martedì Davide Romano, 34 anni, il mafioso assassinato il cui cadavere è stato trovato mercoledì sera dentro una Fiat Uno in una traversa di corso Calatafimi a Palermo. Da una prima ricognizione, la morte sembrava essere avvenuta poche ore prima del ritrovamento, ma l'autopsia eseguita questa mattina dai medici legali Livio Milone e Paola Pugnetti ha tolto i dubbi.   


L'esame autoptico ha rivelato che Romano è stato picchiato (presenta infatti piccole lesioni ed ecchimosi in diverse parti del corpo) poi è stato finito con un colpo mortale alla nuca con una calibro 7,65. In un momento successivo è stato legato con dei cavi e del fil di ferro e messo dentro al bagagliaio della Fiat Uno, abbandonata in via Titone e notata martedì mattina da diversi residenti e da un carabiniere che mercoledì mattina l'ha segnalata a un suo collega.     Dall'interrogatorio dei parenti di Romano non è emerso finora nessun dato di rilievo. Nei prossimi giorni il pm Fabio Furnari sentirà Nicolò Pecoraro, un anziano mafioso arrestato lunedì sera con una calibro 7,65 in mano mentre si trovava in uno stabile in corso dei Mille. In quel palazzo abita Giuseppe Ruggeri, genero del boss latitante della Kalsa, Antonio Lauricella, detto Scintilluni. Ruggeri e Romano, nell'aprile del 2008, furono arrestati assieme nell'operazione antidroga "Freedom".


I pm che lavorano al caso (Marcello Viola e Roberta Buzzolani, coordinati dall'aggiunto Ignazio De Francisci) ipotizzano un collegamento tra l'arresto di Pecoraro e la morte di Romano. Un legame ancora più forte dopo l'autopsia che ha svelato che l'arma usata per uccidere il mafioso di Borgo Vecchio è stata proprio una calibro 7,65. Finora Pecoraro ha detto che con quella pistola si sarebbe voluto suicidare per problemi personali, ma non è stato in grado di spiegare perché si trovasse proprio in quello stabile di Corso dei Mille. I pm ipotizzano che Pecoraro si trovasse lì per uccidere Ruggeri  e per capire meglio l'eventuale movente sentiranno entrambi. Intanto, gli inquirenti stanno cercando notizie su Romano anche nei verbali di pentiti, mafiosi e spacciatori che hanno parlato di lui e della sua famiglia, che gestiva la mafia a Borgo Vecchio.

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