Fotovoltaico, sì dall'Ue per fondi da 49 milioni a Catania

La commissione ha autorizzato l'Italia a concedere l'utilizzo degli aiuti per uno stabilimento di produzione di moduli, la joint venture "3Sun Srl"

CATANIA. La Commissione europea ha autorizzato l'Italia a concedere 49,06 milioni di euro di aiuti per uno stabilimento di produzione di moduli fotovoltaici a Catania (Sicilia). Lo ha annunciato l'Esecutivo Ue, oggi a Bruxelles, precisando che il beneficiario è la joint venture "3Sun Srl", controllata congiuntamente da STMicroelectronics NV, Sharp Corporation ed Enel Green Power SpA.


Il progetto comporta un investimento di 358,68 milioni di euro. Bruxelle ritiene "che la misura sia compatibile con le disposizioni degli orientamenti Ue in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, in quanto gli effetti positivi dell'investimento in termini di sviluppo regionale superano le possibili distorsioni della concorrenza provocate dall'aiuto". Nella sua analisi infatti la Commissione europea ha riscontrato "che la capacità di produzione supplementare creata dal progetto non dà luogo a problemi sotto il profilo della concorrenza". Secondo i calcoli degli esperti Ue, le quote di mercato di '3Sun' e 'Sharp' sul mercato mondiale dei prodotti fotovoltaici "risultano nettamente inferiori alla soglia del 25% sia prima che dopo l'investimento".


In effetti in base ai dati del 2004 e del 2009, il mercato dei prodotti fotovoltaici ha registrato un tasso di crescita a due cifre di gran lunga superiore al tasso di crescita economica complessiva dello Spazio economico europeo nello stesso periodo. Visto che le soglie relative sua alle quote che alla crescita del mercato non vengono superate, Bruxelles ha concluso in favore della concessione dell'aiuto. La '3Sun', produrrà moduli fotovoltaici a film sottile realizzati con tecnologia multi-giunzione. L'investimento permetterà di raggiungere una capacità di produzione annuale di 240 megawatt. I lavori nello stabilimento sono iniziati nel luglio 2010 e dovrebbero terminare per la fine del 2012. Il progetto viene realizzato a Catania, in una zona ammissibile agli aiuti in quanto - spiega Bruxelles - "la Regione ha un tenore di vita anormalmente basso ed una grave forma di sottoccupazione"

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