Un pentito parla di Fragalà: "Aveva una cattiva fama tra i mafiosi"

Il pool della Procura di Palermo che indaga sull'omicidio dell'avvocato, avvenuto il 23 febbraio dello scorso anno, ha acquisito il verbale di un nuovo collaboratore di giustizia, Onofrio Prestigiacomo, bagherese arrestato nell'operazione Perseo del dicembre 2008

PALERMO. Il pool della Procura di Palermo che indaga sull'omicidio dell'avvocato Enzo Fragalà, avvenuto il 23 febbraio dello scorso anno, ha acquisito il verbale di un nuovo collaboratore di giustizia, Onofrio Prestigiacomo, bagherese arrestato nell'operazione Perseo del dicembre 2008, che da fine 2010 rende dichiarazioni ai pm.    


Prestigiacomo, che ha parlato della cattiva fama di Fragalà tra i mafiosi perché assisteva spesso poliziotti, carabinieri e finanzieri, potrebbe adesso essere sentito anche dai pm Carlo Lenzi e Nino Di Matteo che si occupano dell'inchiesta coordinata dall'aggiunto Maurizio Scalia. In particolare il collaboratore ha raccontato che il suo compagno di cella Giuseppe Casella, anche lui arrestato nell'operazione Perseo e condannato in primo grado per mafia, gli avrebbe detto che aveva sbagliato a farsi interrogare e ad essere difeso dall'avvocato Fragalà perché adesso lo chiamavano "sbirro".        Non è una novità per gli inquirenti che Fragalà non godesse dell'ammirazione dei mafiosi a causa dell'abitudine di far interrogare i clienti e di difendere alcuni esponenti delle forze dell'ordine. Non è un caso che Fragalà non avesse fra i suoi clienti mafiosi di grande spessore.        I pm decideranno solo dopo aver letto il verbale, depositato nel processo Perseo, se sentire Prestigiacomo.

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