Fotovoltaico, raffiche di condanne del Tar per impianti bloccati

Il tribunale amministrativo ha emesso otto sentenze "gemelle" contro i ritardi della burocrazia regionale. I provvedimenti sbloccano alcuni progetti di Sun Energy e Vega nel Trapanese

PALERMO. Il Tar ha fatto prima della Regione e degli uffici dell'assessorato regionale all'Energia. Ha esaminato i sette ricorsi presentati dalla società Sun Energy spa e una dalla società Vega per gli impianti fotovoltaici da realizzare nel territorio dei comuni di Paceco, Trapani, Salemi e ha intimato agli uffici regionali di dare una risposta entro trenta giorni. Otto sentenze che confermano che l'intero settore energetico siciliano è bloccato, come emerso dalle inchieste che hanno portato all'arresto con una mazzetta da diecimila euro del depuratore regionale del Pd Gaspare Vitrano e dell'imprenditore Pier Giorgio Ingrassia, dopo la denuncia di un imprenditore del settore fotovoltaico. La somma, trovata dalla polizia in mano al politico, sarebbe servita per "velocizzare" le pratiche legate a due cantieri del fotovoltaico, a Roccamena ed a Francofonte. Secondo la Procura, l'episodio sarebbe solo la punta di un iceberg.



I progetti della Sun Energy e della Vega erano stati presentati nel 2009 dalla società ed erano abbondantemente trascorsi i 180 giorni previsti per dare il parere, ma nonostante tutto non era arrivata nessuna comunicazione da parte dell'assessorato. Così alla Sun Energy Spa assistita dagli avvocati Carlo Comandè e Paola Floridia, ha presentato tredici ricorsi, uno per ciascuna istanza a cui non è stata data risposta dall'amministrazione. Ricorso per ottenere la condanna dell'Assessorato all'Energia a provvedere sulle istanze di autorizzazione unica per la realizzazione e l'esercizio di altrettanti impianti fotovoltaici di potenza di poco inferiore a 1 Mw, da installarsi nella provincia di Trapani. Di questi tredici ricorsi sette sono stati decisi con sentenza.


I giudici del Tar di Palermo, presieduto da Filoreto D'Agostino, hanno riconosciuto l'immobilismo della amministrazione regionale che avendo fatto trascorrere il termine di 180 giorni dalla data di integrazione delle istanze, come stabilito dalle prescrizioni del piano energetico regionale, non ha convocato la conferenza di servizi, né tanto meno ha provveduto a dare il via libera alle istanze di autorizzazione unica. Gli impianti dovrebbero nascere a Paceco in contrada Xiggiare, a Trapani in contrada Ummari e contrada Guarini, a Salemi in contrada Masseria Vecchia, in contrada Capitisseti, in contrada Fontana Bianca e contrada Baronia Sottana. «Si è solo limitata, - dicono gli avvocati - solo dopo la proposizione dei ricorsi, a chiedere una integrazione documentale, peraltro non necessaria al fine della convocazione della conferenza di servizi e comunque tardiva, subito positivamente riscontrata da ciascuna società proponente». Oltre le sentenze già depositate la Vega srl, assistita dagli avvocati Carlo Comandè, Patrizia Saiya e Paola Floridia, ha presentato altri sette ricorsi, uno per ciascuna richiesta di installazione di impianti a cui l'amministrazione non ha dato risposta.

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