Riecco Gheddafi: le bombe mi fanno ridere

Il leader libico arringa la folla dalla sua residenza di Bab El Aziziya: "Alla fine vinceremo noi"

TRIPOLI. In una breve apparizione ieri sera dalla sua residenza-caserma di Bab el Aziziya a Tripoli Muammar Gheddafi ha arringato una folla di sostenitori, promettendo una vittoria finale sulle forze della coalizione, e sollecitando gli "eserciti islamici" a schierarsi al suo fianco perché c'é in corso "una nuova crociata scatenata contro l'Islam".
Nella sua prima uscita in pubblico dal 15 marzo scorso, il leader libico, vestito di scuro, ha parlato per circa tre minuti - ripreso in diretta dalla tv di Stato - con tono di sfida e ripetendo più volte "sono, qui, sono qui, sono qui la mia casa é qui". La Libia, ha proclamato, "é pronta per la battaglia, che sia breve o lunga" e "alla fine vinceremo noi".
"Queste bombe mi fanno ridere - ha esclamato rivolto ai manifestanti che lo acclamavano - Niente mi fa paura, nessun tiranno mi può spaventare".
Questi attacchi sono compiuti da "una manica di nazisti che finiranno nella spazzatura della storia", ha affermato il colonnello, aggiungendo che la "miglior difesa antiaerea è il popolo e Gheddafi è in mezzo al popolo". "Ci sono manifestazioni dovunque contro questo attacco non giustificato - ha ancora detto Gheddafi - che viola la Carta dell'Onu".
L'area di Bab el Aziziya - già colpita nel 1986 nei bombardamenti Usa contro il regime libica - è stata centrata da un missile domenica sera.

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