Vitrano interrogato per tre ore dai pm

Il parlamentare, detenuto nel carcere di Termini Imerese, avrebbe fornito qualche elemento in più sulla vicenda, che dovrà adesso essere riscontrato dagli inquirenti

PALERMO. Si è difeso per tre ore, rispondendo alle domande del pm Maurizio Agnello, il deputato Gaspare Vitrano, arrestato l'11 marzo mentre intascava una presunta mazzetta da un imprenditore del fotovoltaico.
Vitrano, detenuto nel carcere di Termini Imerese, avrebbe fornito qualche elemento in più sulla vicenda, che dovrà adesso essere riscontrato dagli inquirenti. Sull'interrogatorio di Vitrano i pm e il difensore Vincenzo Lo Re mantengono il più stretto riserbo. Vitrano durante l'interrogatorio di garanzia era caduto in qualche contraddizione. All'inizio, infatti, aveva dichiarato di non conoscere l'imprenditore che gli avrebbe dato la mazzetta di 10.000 euro e che il denaro era destinato a Pier Giorgio Ingrassia, pure lui arrestato come mediatore della concussione.
"Ero andato per dirimere un contrasto tra l'ingegnere e quell'imprenditore, ma siccome Ingrassia era in motocicletta e aveva paura di trasportare i soldi ho preso io la busta", avrebbe detto. Dopo le contestazioni del pm, Vitrano avrebbe ammesso di avere preso i diecimila euro, giustificando la mazzetta come il "conferimento di nuovi capitali per la società che aveva attivato con Ingrassia nel settore fotovoltaico". Dopo l'interrogatorio i magistrati hanno deciso di svolgere nuovi accertamenti.

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