Digitale terrestre in arrivo anche in Sicilia

A regime entro il primo semestre del 2012. Vertice con il Corecom della Calabria per evitare i disagi insorti in regioni come la Lombardia e il Piemonte. Affrontata la problematica delle interferenze nell'area dello Stretto

REGGIO CALABRIA. "Schermi neri" con l'avvento del digitale terrestre? Per rispondere, con certezza, "No, grazie", il Corecom-Calabria lancia in tempo un allarme ed è impegnato a prevenire quello che migliaia di utenti lamentano in regioni come la Lombardia e il Piemonte, dove si lotta con i decoder e i televisori da risintonizzare, alcuni canali sembrano essersi volatilizzati e molte frequenze tv sono sparite o "ballerine". Ecco perché a Palazzo Campanella si è tenuto un vertice interregionale (Calabria-Sicilia) e inter-istituzionale per preparare tecnicamente l'ormai prossimo "switch off" calabrese, il momento cioé in cui si spegneranno i segnali tv tradizionali (analogici) dando inizio all'era del digitale terrestre.
"Abbiamo attivato - ha detto il presidente del Corecom-Calabria, Silvia Gulisano - le migliori sinergie con i colleghi del Corecom-Sicilia, i nostri enti locali, le associazioni di consumatori e gli altri soggetti coinvolti, perché il passaggio dal sistema analogico a quello digitale avvenga in Calabria con il minore disagio per gli utenti".
Ai lavori del "Tavolo Tecnico" hanno partecipato la Rai, le Province e due Comunità Montane. "Il passaggio al digitale terrestre - ha aggiunto il presidente Gulisano - comporta una serie di implicazioni e problematiche connesse di carattere tecnico-gestionale strutturale rispetto alle quali occorre attrezzarsi per non arrivare impreparati all'appuntamento conclusivo che, si prevede, vedrà 'a regime' l'intera regione entro il primo semestre del 2012".
"Essere fra le ultime realtà territoriali a completare il mosaico del digitale terrestre del Paese - ha detto ancora Silvia Gulisano - ci consente di far tesoro delle esperienze negative e delle difficoltà incontrate dalle altre regioni, evitando così che in Calabria il passaggio avvenga nel caos, soprattutto alla luce della particolare orografia della regione, che già registra aree malservite dall'attuale segnale tv tradizionale. L'arco temporale che ci divide dalla data finale del primo semestre del 2012 ci consente dunque di giungere preparati all'appuntamento solo nella misura in cui saranno attivi e tempestivi gli interventi dei soggetti istituzionali e non, lungo il percorso tracciato, quello cioè della collaborazione con tutti gli enti ed i soggetti interessati".
"Non possiamo permetterci, perciò, di sprecare tempo prezioso. In questa fase - ha concluso il presidente del Corecom - abbiamo unito le forze con il Corecom Sicilia per affrontare la problematica delle interferenze nell'area dello Stretto e stiamo anche per completare una ricognizione a tappeto della ricezione del segnale affinché nessuna zona della Calabria rimanga scoperta perché questo vorrebbe dire privare i cittadini del diritto alla ricezione dei programmi tv e quindi anche all'informazione che ne deriva".
Intervenendo ai lavori, Alessandro Manganaro, componente del Corecom-Calabria, ha detto che "il nuovo metodo introdotto, della collaborazione tra Corecom, da una parte, ed enti locali ed associazioni di categoria, dall'altra, è quello vincente".

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