Pedaggi sulle autostrade siciliane: protestano artigiani e consumatori

Da maggio si dovrà pagare per percorrere la Palermo-Catania e la Palermo-Mazara del Vallo. Anas: "Noi non ci guadagniamo nulla"

PALERMO. E il pedaggio arrivò anche a Palermo. Se tutto verrà confermato, infatti, a partire dal prossimo maggio, per andare all'aeroporto di Punta Raisi e per entrare in città da Villabate, sarà necessario pagare un pedaggio autostradale. A stabilirlo, è un decreto del governo nazionale. La notizia ha subito provocato le proteste dei residenti e a far la voce grossa sono soprattutto i pendolari, chiamati a percorrere più volte al giorno i tratti di autostrada soggetti al pagamento del pedaggio.
Il provvedimento del governo è stato da loro subito ribatezzato come «una follia, uno scherzo che può costare da 200 a 300 euro al mese». I pedaggi in autostrada sarebbero previsti sulla A19 Palermo - Catania, sulla A29 Palermo - Mazara del Vallo e sulle sue diramazioni (Alcamo - Trapani, Birgi, Punta Raisi e Palermo via Belgio). Il costo del pedaggio sarà di 1,50 euro a tratta, da pagare non ad un casello ma con un sistema di rilevazione automatica attraverso un bollino prepagato sul parabrezza in mancanza del quale scatteranno le contravvenzioni. Con il decreto che aumenta il numero dei pedaggi su tutto il territorio nazionale, il governo conta di ricavare 300 milioni di euro, la metà dalla Sicilia. Un progetto che, fanno sapere da Roma, dovrà coinvolgere tutte le regioni, nessuna esclusa: «Se vogliamo realizzare le autostrade dobbiamo pensare che i pedaggi li dobbiamo pagare tutti e non solo una parte dell'Italia» ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli.
Ma dall'Anas fanno sapere che non ci sarà nessun guadagno per la società. Contrarie all'emanazione del decreto del governo anche le associazione di categoria: immediata la levata di scudi di Confartigianato e Federconsumatori. «Ci preoccupa il fatto che Anas non guadagnerebbe nulla - dice Filippo Ribisi, presidente di Confartigianato -, questi fondi non andrebbero a migliorare la qualità delle nostre, carenti, infrastrutture. Ci troveremo quindi a pagare, senza vedere un miglioramento delle condizioni delle autostrade. Non comprendiamo - prosegue Ribisi - la ragione di questo provvedimento che va a colpire anche una delle regioni più povere di Italia, una di quelle con il Pil più basso. Sensibilizzeremo l’Assemblea regionale e i parlamentari nazionali siciliani a far sì che il governo di Roma blocchi il decreto». Gli fa eco Lillo Vizzini, presidente di Federconsumatori: «Sarebbe un salasso per migliaia di famiglie senza considerare il fatto che qui in Sicilia parlare di autostrade è un eufemismo, sarebbe opportuno chiamarle “trazzere”. È irragionevole. Abbiamo in mente di boicottare in segno di protesta le autostrade soggette al pagamento del pedaggio e di preferire a queste le strade statali».

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