Libia, i due docenti palermitani di nuovo a casa

La Marina militare ha riportato in Sicilia Daniele Coffaro e Carlo Giordano: "Non abbiamo temuto in nessun momento"

CATANIA. A bordo della San Giorgio vi erano anche Daniele Coffaro e Carlo Giordano, i due docenti di Palermo rimasti bloccati nei giorni scorsi a Misurata. Parlando con i giornalisti appena sbarcati dalla nave, hanno detto di essere stati assistiti dalla Impregilo e di essere stati "trattati benissimo". "Non abbiamo temuto in nessun momento - ha detto Giordano - perché Impregilo è una ditta serissima, sono dei professionisti e sanno fare il loro lavoro. "Eravamo lì - ha detto Coffaro - per insegnare Italiano all'Università di Misurata. I ribelli ci hanno chiesto di dare informazioni dal loro punto di vista perché loro non hanno modo di dare notizie. Dicono che tutto quello che si vede sulla tv libica è una falsità, che non hanno niente a che fare con Bin Laden, che non sono drogati e che metà esercito è dalla loro parte".
Giordano ha aggiunto: "Impregilo ha anche accolto delle nostre colleghe francesi e loro amici. Con noi sono rientrati anche loro. Eravamo sul serio su una sola barca". "Abbiamo avuto contratti con l'università - ha proseguito Giordano - il problema è che il nostro referente locale era una persona che nel suo rango doveva fidarsi del governo di Gheddafi e che in alcuni momenti forse ci ha dato dei consigli sbagliati. Il 19 ci è stato consigliato di andare l'indomani a fare lezione e questo è stato un cattivo consiglio. Per il resto non voglio creare nessuna polemica con l'Università di Palermo. Eravamo lì per un accordo quasi di amicizia più che scritto e poi è andata come è andata. io sinceramente spero di tornare a Misurata perché la gente lì è molto gentile. Ho salutato tutti con la promessa di ritornare. Speriamo che sia possibile".

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