Sicilia, Tir fermi per 5 giorni

Il blocco programmato dall’Aias dalla mezzanotte di ieri fino a martedì. “Siamo sempre in perdita”. Ma un’altra sigla, l’Unatras, contesta lo sciopero

PALERMO. Tir fermi in Sicilia dalla mezzanotte di ieri fino a martedì 1 marzo. A indirlo è l’Aias, l’associazione di autotrasportatori che già in passato, per rivendicare i diritti della categoria ha messo scena varie forme di protesta. “Come autotrasportatori possiamo solo guadagnarci: fatture alla mano, ogni volta che saliamo sui camion per consegnare la merce dalla Sicilia al Nord Italia, siamo sempre in perdita», dice il presidente dell’Aias Giuseppe Richichi. I camionisti contestano il nuovo codice della strada che li avrebbe costretti a fare i conti con incassi sempre più miseri su cui pesano le multe per superamento dei limiti delle ore di guida imposti dal codice (e da pagare in contanti sull’autostrada) e la mancata applicazione, da parte dei committenti, delle tariffe dei costi minimi, previste dalla legge ma non rispettate con ulteriore penalizzazione della categoria.
Intanto, la sezione siciliana dell'Unione nazionale delle associazioni dell'autotrasporto merci (Unatras) - alla quale aderiscono Cna Fita, Confartigianato trasporti, Sna Casa Artigiani e Fai Conftrasporto - in un comunicato si dice contraria al fermo dei tir sull'Isola. Nella nota, a firma del presidente e del segretario Fai Sicilia Giovanni Agrillo e Giovanni Rinzivillo, l'Unatras Sicilia prende le distanze dall'Aias, ritenendo "positive le aperture del Sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Bartolomeo Giachino manifestate nel corso dell'incontro avvenuto il 21 febbraio scorso a Messina".

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