Agrigento, Fai: recuperare l'ex carcere di San Vito

Da quindici anni ormai quello che una volta era anche un convento versa in uno stato di semi abbandono. Via alle iniziative per la sensibilizzazione

PALERMO. "Accendiamo i riflettori" l'annuale iniziativa del Fai (Fondo per l'Ambiente Italiano), che ogni anno punta l'attenzione su un immobile di pregio storico - culturale, allo scopo di sensibilizzare le istituzioni al suo recupero, punterà per questa edizione 2010 la propria attenzione sull'ex convento di "S. Vito" di Agrigento, che sino alla fine degli anni '90 ha ospitato l'omonimo carcere circondariale e che ormai da circa quindici anni versa in uno stato di semi abbandono.    Le iniziative organizzate dalla delegazione agrigentina Fai per sensibilizzare il recupero dell'immobile, prevedono per sabato prossimo alle ore 11.00 la realizzazione di una mostra fotografica nello spiazzo antistante l'ex convento , in cui verranno esposte le foto sulle emergenze monumentali ed architettoniche tutt'ora esistenti all'interno dell'ex edificio religioso, e degli elaborati sullo stato di conservazione nonché le ipotesi di recupero.


E' in programma anche una visita guidata all'interno dell'ex carcere, dove sarà possibile ammirare i resti degli impianti architettonici chiaramontani.    La costruzione dell'ex convento di S. Vito risale alla prima metà del quattrocento: l'immobile infatti presenta una spiccata architettura chiaramontana, con un chiostro colonnato e archi. Dopo l'Unità d'Italia, nel l863 l'immobile venne acquisito al patrimonio dello Stato e quindi destinato ad ospitare la casa circondariale denominata "carcere di S. Vito", proprio perché ospitata nella sede originariamente destinata a convento dell'omonima confraternita. Questa destinazione, è stata quindi conservata per oltre un secolo sino al 1994.

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