Coppa Italia: le tre big e l' "infiltrata"

Completato il tabellone con le quattro squadre che si giocheranno il trofeo nazionale. In mezzo a Milan, Inter e Roma, il Palermo si candida ad essere l'outsider e cerca l'impresa

PALERMO. Milan, Inter, Roma. Rispettivamente 5, 6 e 9 Coppe Italia in bacheca. Queste tre big del calcio italiano, che hanno fatto anche la storia di questo trofeo con la Roma che è la squadra che ne ha vinte di più con la Juventus, hanno completato il tabellone delle semifinali di quest’anno di questa competizione. La quarta, assieme a loro, sarà un’ “infiltrata”, il Palermo.
I rosanero faranno la parte di “Davide” al cospetto dei Golia finanziariamente e tecnicamente più potenti del club di viale del Fante. Attenzione, però, questi aggettivi non devono trarre in inganno. È vero, sulla carta il Palermo tra le quattro rimaste in corsa per il trofeo nazionale non gode dei migliori favori del pronostico. Ma il calcio è un’altra storia e per usare un termine tanto caro al tecnico rosanero, Delio Rossi, questo sport è fatto di sensazioni. È fatto anche di favole come quella del diciassettenne Daniel Celso Jara Martinez, che con la follia e la spavalderia che si può avere a questa età si è incaricato di battere il rigore decisivo nella sfida dagli undici metri col Parma, che ha regalato ai rosa l’accesso alle semifinali.
Già, la semifinale. Quell’ultimo ostacolo che separa il club di Zamparini da Roma e dalla terza finale di Coppa Italia. Una competizione con la quale il Palermo ha un conto aperto, dopo le finali perse nel 1974 e nel 1979 contro Bologna e Juventus. La gente ora la vuole, perché sarebbe meglio di una qualificazione in Champions e come dice Rossi, che sa cosa vuol dire alzare al cielo questo trofeo, rappresenterebbe qualcosa di tangibile, che rimane in bacheca, che nessuno ti potrà mai togliere. L’ostacolo sarà di quelli tosti, però. Per staccare il biglietto per Roma, bisognerà superare, infatti, il Milan, che quest’anno non vuole lasciare nulla per strada. Ma oltre che i tifosi, in questa stagione anche la squadra e l’allenatore stanno dimostrando di puntare fortemente a questa competizione, comprendendo la grossa opportunità che fin dall’inizio ha offerto il tabellone. Lo si è visto dall’atteggiamento messo in campo. I due turni precedenti con Chievo e Parma sono stati difficili, ma il Palermo li ha giocati con il massimo dell’impegno e non con l’atteggiamento di uno che si vuole levare di mezzo un fastidioso impegno. Alcuni avrebbero preferito affrontare la Sampdoria in semifinale, un avversario più alla portata dei rosa. Verissimo, ma questo forse avrebbe bloccato i giocatori in ansie inutili.
Per certi versi meglio il Milan, allora, da affrontare con la testa sgombra da pensieri, solo con la voglia di raggiungere quell’obiettivo che tutti vogliono, ma che da qui ad aprile forse si sentirà pronunciare sempre di meno per scaramanzia. Il Palermo, come spesso gli capita di fare in campionato, vuole continuare a essere quella zanzara fastidiosa pronta a pungere le tre big rimaste in corsa a partire dai rossoneri di Ibrahimovic, Cassano e compagnia bella. Il Palermo spera di vincere questa competizione magari anche per non farsi più chiamare “infiltrata”.

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