Sicilia, Politica

Romano: "Il Pid non entrerà nel Pdl"

Il leader del gruppo: "Mannino ha commesso un errore di valutazione. Rimpasto? Noi siamo pronti"

PALERMO. «Mannino ha commesso un errore di valutazione. Il Pid non entrerà nel Pdl»: Saverio Romano, artefice del neonato gruppo dei responsabili, pronostica che Berlusconi supererà il Rubygate e candida la nuova formazione a un posto nel governo.

Il gruppo dei responsabili è nato. Ma a fare notizia è il passo indietro di Mannino. Un gesto che da parte di un navigato democristiano non può non avere un valore simbolico. Non la legge come una presa di distanze dalla sua leadership?

«Mannino crede che il nostro progetto si chiuda e che noi entriamo nel Pdl. Ma lo escludo categoriacamente. Con lui ci siamo sentiti anche oggi e vedrete che presto aderirà al gruppo dei responsabili».

A caldo avete detto tutti che Berlusconi è in piedi grazie a voi. Rivendicate un posto nel governo?

«Non ne abbiamo ancora parlato. Ma è chiaro che se Berlusconi dovesse valutare l’ipotesi di un rimpasto, noi siamo pronti».

In questo gruppo ci sono esponenti che arrivano da sinistra e da destra. Si può avere un progetto comune?

«La diversità a volte è una ricchezza. I partiti hanno deciso di fare un passo indietro delegando un pezzo di autonomia per il bene dell’Italia e del governo. Siamo già riusciti a evitare una sfiducia al buio salvando i titoli di Stato che in buona parte sono già stati ricollocati senza subire speculazioni pre elettorali».

Eppure di elezioni si parla ancora. E si dice che il vostro destino elettorale è agganciato a quello del premier. Secondo lei, Berlusconi supererà il caso Ruby?

«A maggioranze ampie ma non coese ne preferisco una più piccola ma in accordo. La tranquillità di Berlusconi mi fa pensare che resisterà. Se le elezioni saranno comunque la strada preferibile, noi saremo pronti. Il Pid si alleerà col Pdl pur restando autonomo».

E in Sicilia, cosa accadrà secondo lei?

«C’è un sistema elettorale che permette a una forza che ha avuto meno del 30%, il Pd, di tenere in piedi un presidente che altrimenti sarebbe già a casa. Dietro a tutto ciò c’è un disegno di D’Alema. Lombardo ormai è espressione del terzo polo e ha fatto un ribaltone col Pd, fino a quando il loro accordo tiene è difficile che si vada a votare in Sicilia».

A proposito di elezioni. Al Comune di Palermo e alla Regione i candidati del Pdl stanno già scaldando i motori.

«Io dico che prima delle candidature bisogna decidere il programma. Noi abbiamo candidati ideali per ogni elezione».

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