Omicidio Di Matteo, un imputato: "Spatuzza si è inventato tutto"

A mettere in dubbio le affermazioni del collaboratore di giustizia è stato Francesco Giuliano che ha preso la parola davanti alla seconda sezione della corte d'assise di Palermo

PALERMO. "Spatuzza dice solo falsità. Si é inventato tutto". Al processo per l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, che si svolge davanti alla seconda sezione della corte d'assise di Palermo, l'imputato Francesco Giuliano ha preso la parola per mettere in dubbio le affermazioni del pentito Gaspare Spatuzza che si è autoaccusato del rapimento del bambino, figlio di Santino, altro collaboratore di giustizia, tirando in ballo il capomafia Giuseppe Graviano e gli altri imputati, consentendo l'apertura di un nuovo processo.        
"Spatuzza collaborava già prima di collaborare - ha detto - Su questa vicenda ha detto solo bugie. Non è vero niente. Alle domande del mio difensore era già preparato a rispondere perché a marzo scorso la Dia ha sequestrato alcune carte nella mia cella tra cui c'erano anche le questioni da trattare durante l'esame di Spatuzza".    
Secondo Giuliano, la Dia avrebbe portato queste carte a Spatuzza che al momento dell'esame al processo si sarebbe trovato preparato a rispondere e avrebbe inventato tutto.     
Al processo sono imputati, con l'accusa di sequestro di persona e omicidio, oltre a Spatuzza, Giuliano e Graviano, anche il boss trapanese latitante Matteo Messina denaro e i mafiosi Luigi Giacalone e Salvatore Benigno.
Giuseppe Di Matteo venne rapito il 23 novembre del 1993 per indurre il padre a ritrattare le sue accuse. Il ragazzino fu strangolato e sciolto nell'acido dopo mesi di prigionia. Il processo è stato rinviato al 2 febbraio. 

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