Il Tar di Catania: l'ex lucciola può essere assunta come colf

Il tribunale ha annullato la decisione della prefettura che aveva negato il nulla osta a una nigeriana di 23 anni, ex prostituta

CATANIA. L'essere “stata sorpresa a volte a esercitare la prostituzione non è una causa ostativa” al rilascio del beneficio richiesto. Lo scrive il Tar di Catania che ha annullato un provvedimento della locale prefettura che aveva respinto la richiesta di “emersione dal lavoro irregolare” di una nigeriana di 23 anni, perché ex lucciola, che doveva essere assunta come collaboratrice domestica.
La prefettura, come ricostruisce il quotidiano La Sicilia, aveva negato il nulla osta perché la giovane era stata «più volte rintracciata in questo capoluogo e in altra provincia a esercitare prostituzione». Il suo caso è stato trattato dall'associazione Penelope che, tramite il Rotary Catania Nord, le ha procurato un legale. Nel ricorso, accolto dalla quarta sezione del Tar etneo, l'avvocato Francesco Mauceri ha rilevato che «se anche le circostanze fossero vere non potrebbe comunque essere rigettata la richiesta perché l'esercizio della “professione” non è reato e non può essere preclusivo al rilascio dell'autorizzazione. Piuttosto - ha osservato il legale – la regolarizzazione in questione le consentirebbe di proseguire il rapporto di lavoro e le eviterebbe di doversi adattare ad altri espedienti».

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