Sicilia, Sport

Inter, Leonardo: caccia al poker

Otto gol segnati tra Napoli e Catania in campionato, e col Genoa in Coppa Italia, ma anche quattro subìti, tutti da calcio piazzato, a ricordare che il lavoro da fare è ancora tanto

APPIANO GENTILE. Arrivare e vincere subito tre partite di fila alla guida di una squadra contemporaneamente campione del mondo e in crisi di risultati e di gioco è stato quello che Leonardo definisce "un bel segnale, soprattutto per noi stessi".
E la buona accoglienza dei tifosi nerazzurri, per uno che in fondo è stato per quasi tre lustri un pezzo di Milan, ha supportato la sua scelta, quella che lui definisce un "arricchimento umano". Adesso però i nerazzurri devono mettersi a correre e non fermarsi più se vogliono coltivare il sogno di riacciuffare il Milan e il resto della pattuglia che li precede in classifica. Gli appuntamenti - che saranno tanti e ravvicinati perché ci sono da recuperare anche le due partite saltate per il mondiale - diventano tutti fondamentali perché il segnale che l'Inter c'é arrivi anche alle avversarie.
Otto gol segnati tra Napoli e Catania in campionato, e col Genoa in coppa Italia, ma anche quattro subiti, tutti da calcio piazzato, a ricordare che il lavoro da fare è ancora tanto. "Gol evitabili, dobbiamo migliorare in questo: ci stiamo lavorando", conviene Leonardo che giudica positivo il debutto di Ranocchia ma che fa anche notare che in quella posizione sono in tanti a poter giocare. Materazzi per esempio, Cordoba, ma sicuramente anche Chivu che nei giorni scorsi ha mandato a dire di non poterne più di vedere la linea di bordocampo così vicino alla sua sinistra. Venti i convocati per domani sera al Meazza contro il Bologna. Mancheranno ancora Julio Cesar e Coutinho che comunque sono vicini al rientro, Snejider (un po' più indietro) e Muntari che è finito nel mirino dopo il gesto di insofferenza mercoledì sera al momento del cambio.
"Ma quello di Muntari non è un caso - si affretta a spiegare il tecnico nerazzurro - ho parlato con lui molto chiaramente: l'importante è avere questa voglia e questo entusiasmo, dopo ci sono le scelte tecniche. Oggi non è convocato, perché è un momento che deve fare dei lavori ma deve vedere anche la sua situazione, decidere cosa vuole, questo è fondamentale. Se dovesse rimanere, sicuramente lo farà con tanta voglia di mettersi in discussione e mettere in difficoltà me. Comunque, lasciamolo tranquillo". Uno che senz'altro è tranquillo e sicuro di suo è capitan Zanetti che domani sera eguaglia il record di Beppe Bergomi firmando la presenza numero 519 in serie A con la maglia nerazzurra.
"La costanza, il modo in cui gioca le partite Zanetti, è incredibile. E' un caso da studiare... - commenta sorridendo l'allenatore nerazzurro -. Anche nel recupero dopo le gare è sempre il primo, è un mito". Milito, che non ha giocato mercoledì in coppa Italia, dovrebbe tornare domani sera a fare coppia con Etòo e, riecco il tormentone se sia logico che il 'Principe' si prenda il centro e lasci Etòo defilato a sinistra. Questione vecchia già aperta dai tempi di Mourinho (e allora chiusa dai tantissimi gol di Milito e dai risultati), riesplosa con Benitez (e con l'inversione dello score dei due attaccanti) e adesso ereditata da Leonardo che la risolve così: "Questi due giocano insieme da un anno e mezzo, hanno vinto tutto insieme, due giocatori così intelligenti sanno loro trovare le soluzioni in attacco". Questione chiusa, fino alla prossima puntata.

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