Rifiuti a Palermo, solo colpa delle feste?

Sicilia, Editoriali

Questa volta non è colpa del tritovagliatore andato in tilt a Bellolampo; né di qualche stato di agitazione improvviso; né ancora di qualche autocompattatore guasto o mancante all’appello. Eppure Palermo si è risvegliata in mezzo alla spazzatura. Non è un problema che riguarda tutte le zone - per fortuna - ma alcuni quartieri, soprattutto quelli periferici, andati in sofferenza. Cumuli di immondizia traboccanti, marciapiedi spariti sotto la valanga di rifiuti e sporcizie di ogni genere. Scene viste e riviste da troppo tempo e che non vorremmo più vedere.
L’Amia si difende sostenendo che il piano straordinario per le feste ha funzionato (ma non si capisce come, a giudicare dalle foto che pubblichiamo nelle pagine di cronaca e che documentano lo stato delle cose) e che qualche problema è stato creato dall’eccessivo volume di rifiuti scaricato dai palermitani sui cassonetti. Troppi regali, insomma, troppi imballaggi, alla faccia di crisi economiche e portafogli vuoti. A giudicare da quanto sostiene l’Amia anzi i palermitani hanno speso di più e sporcato di più. Diversamente da quanto avvenuto nel resto del mondo. Non si è previsto quanto era giusto prevedere. Un’azienda normalmente organizzata riesce a fare fronte a questo tipo di inconvenienti. Non è il caso dell’Amia. Peccato. A quasi un anno dal commissariamento e con una serie di problemi già risolti ci saremmo aspettati di più. Una città normalmente pulita anche dopo le feste di Natale.

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