Prestigiacomo: “In questo Pdl mi sento a disagio”

Il ministro dell’Ambiente dopo la decisione di lasciare il partito: “Non prendo lezioni di fedeltà da nessuno, sono nata politicamente con Berlusconi e morirò politicamente con Berlusconi”

ROMA. "In questo Pdl mi sento sempre più a disagio. si è creata un'atmosfera da caccia all'untore. E sono stata anche insultata dagli ex An". Lo dice, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, dopo la decisione di lasciare il partito, mantenendo, per ora, il suo posto al governo.       
"Non sono - dice - una 'yes-woman': non dico sempre di sì, dico quello che penso. Ma l'idea che io, dopo sedici anni, possa essere accusata di infedeltà sarebbe ridicola se non fosse mortificante. Non prendo lezioni di fedeltà da nessuno"  perché, aggiunge, "sono nata politicamente con Berlusconi e morirò politicamente con Berlusconi". Lo scenario, per il ministro, "é chiaro: Fini e il suo partito stanno all'opposizione e noi dobbiamo cercare di aprire al centro". E invece "la caccia alle streghe continua". E lei non si aspettava "di leggere sul Giornale della famiglia Berlusconi una ricostruzione alterata" di quanto successo alla Camera il 22 dicembre, e "un editoriale offensivo, palesemente ispirato da qualcuno che fa il direttore occulto". E il riferimento è "a Daniela Santanché".       
In ogni caso, in Parlamento non ha "pianto", ma trova "grave che un problema serissimo come quello dei rifiuti della salute, dell'economia, sia trasformato in un problema di donne. E giù analisi psico-sociologiche: l'isteria, il ciclo...". Una politica, insomma, "oltre il maschilismo, e molto peggio". 
Prestigiacomo esprime anche solidarietà a Mara Carfagna "che é brava, e ha avuto sì una carriera veloce, ma ha dimostrato umiltà".        
Al premier Prestigiacomo chiede di intervenire "nel partito, dove i giovani non possono essere sacrificati per sempre e non  possono essere tre persone a fare e disfare". E "nel ministero, che nel 2011 non può lavorare con un taglio al bilancio del 60%". Quanto al partito di Micciché, il ministro conferma di aver sempre "guardato con interesse al partito del Sud. Costruire una alternativa alla Lega è una grande sfida". E "in prospettiva, non oggi - ammette - mi sentirei più a casa che nel Pdl come è diventato".

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