Arrestato il sindaco di Nazaret: è sospettato di corruzione

Il primo cittadino, Shimon Gapso, aveva vietato nei giorni scorsi l'esposizione degli alberi di natale. E' sospettato di aver ricevuto "bustarelle" in cambio della concessione di licenze municipali

TEL AVIV. Coincidenza o vendetta divina? La riposta ovviamente non è possibile, ma è comunque un fatto che pochi giorni dopo aver vietato la pubblica esposizione di un solo albero di Natale nella sua città, Shimon Gapso, il sindaco di Nazaret Ilit, piccolo centro a maggioranza ebraica che sovrasta la storica Nazaret, in cui secondo le Scritture crebbe Gesù, è stato arrestato dalla polizia, assieme al suo capo di gabinetto e un assistente.
Gapso è sospettato di aver ricevuto "bustarelle" per centinaia di migliaia di shekel (un euro equivale a circa 4,8 shekel) da un uomo d'affari in cambio della concessione di licenze municipali. Il municipio di Nazaret, in un comunicato, ha affermato che "il sindaco è convinto della sua innocenza ed è certo che la verità verrà alla luce". Esponenti dell'opposizione in seno al consiglio comunale affermano di aver trasmesso alla polizia materiale compromettente ai danni di Gapso.
Nei giorni scorsi aveva suscitato non poche critiche severe la decisione di Gapso di respingere la richiesta della locale minoranza arabo-cristiana di esporre almeno un alberello di Natale in una piazza cittadina. In un'intervista alla radio militare Gapso aveva sostenuto di essere stato eletto per garantire "il carattere ebraico di Nazrat Illit" e aveva detto di trovare fuori luogo qualsiasi ostentazione di simboli cristiani. "Se a qualcuno non sta bene - aveva tagliato corto - alle prossime elezioni che voti un sindaco diverso".
Al tempo stesso, però, secondo il quotidiano Maariv, Gapso aveva cercato comunque di venire incontro alla popolazione cristiana locale (valutata nel 10-15% dei 40 mila abitanti) autorizzando l'esposizione di ghirlande in un rione in prevalenza arabo della città, visitando asili-nido cristiani e distribuendo ai bambini pupazzi raffiguranti Babbo Natale. In marcato contrasto con Gapso, il sindaco della vicina storica Nazaret Ramzi Jeraisi aveva invece permesso e perfino incoraggiato l'esposizione degli alberi di Natale. Non erano abeti che non crescono nella regione ma cipressi che comunque avevano contribuito all' aspetto festivo della città.
Il tentativo di Gapso di ridimensionare il clima natalizio sembra rientrare in una crociata che mira pure a dissuadere gli israeliani - finora con scarso successo per lo meno nella laica Tel Aviv - dal partecipare ai cosiddetti veglioni di San Silvestro, additati alla stregua di "pura follia". Da diversi anni infatti drappelli di rabbini oltranzisti e di attivisti nazional-radicali stanno conducendo in Israele una crociata, a colpi di anatemi e moniti, contro quelli che talora vengono visti come retaggi pagani e altre bollati come "stolti simboli cristiani".

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