Sicilia, Politica

Caso 118, indaga la commissione Orlando

Aperta un'inchiesta, on l'acquisizione da parte della Guardia di Finanza di documentazione nella sede locale della Croce Rossa, ma anche in quella nazionale

PALERMO. Migliaia di assunzioni "a chiamata diretta". Appalti "senza gara". Crescita esponenziale dei costi dell'intero servizio del 118 in Sicilia, gestito, fino a pochi mesi fa dalla Croce Rossa Italiana per mezzo della società Sise. Sono alcune delle questioni al vaglio della commissione d'inchiesta sugli errori sanitari, guidata da Leoluca Orlando, per le quali già la Corte dei Conti ha quantificato un danno all'erario di 37 milioni di euro a carico dell'amministrazione della Regione Siciliana.    Ma l'attenzione della commissione, che ha aperto un inchiesta in merito, con l'acquisizione da parte della Guardia di Finanza di documentazione nella sede locale della Croce Rossa, ma anche in quella nazionale, è rivolta anche altri aspetti, che non sono stati soggetti a controllo da parte della Corte dei conti, come l'acquisizione di beni, servizi e immobili da parte della Cri siciliana. 


"Le responsabilità ci sono - afferma Orlando - ora bisogna accertare i responsabili di una gestione a maglie larghe permessa dalla stessa convenzione tra Regione e Croce Rossa".    Nelle scorse settimane la commissione ha sentito il commissario della Cri, Francesco Rocca, audizione che è stata secretata, ma nella quale, riferisce Orlando, il commissario ha "precisato che dall'avvio del suo mandato ha messo fine ad alcune anomalie. Fatto che conferma che quelle anomalie c'erano", con "responsabilità pesantissime non solo della Cri locale, ma anche di quella nazionale". Il 'vizio' originario, spiega Orlando, stava proprio nell'intesa a maglie larghe tra Cri e Regione, che non prevedeva "nessun controllo". Un accordo "costruito per comportare anomalie e sprechi". Dalle assunzioni "a chiamata diretta" appunto, passando per "il pagamento da parte della Regione di tutte le spese 'a pie' di listà", fino agli appalti senza gara e ai "compensi per gli amministratori della Cri, che lo statuto stesso della Croce Rossa non prevede, ma che risultano" per il Cda della Sise "per migliaia di euro l'anno". Tutte procedure "che non rispettano quelle che vanno seguite nella gestione di una struttura pubblica".

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