Ritardo nel risarcimento, altra condanna per la Regione

L'amministrazione ha perso due anni per eseguire una sentenza che la obbliga a rimborsare un'impresa. Adesso la ditta otterrà i soldi con gli interessi

PALERMO. Era stata condannata a risarcire un’impresa per il ritardo nell’erogazione di un finanziamento. Ma neanche l’ordine del giudice ha scosso la Regione, che ha perso altri due anni perfino per eseguire la sentenza e si è beccata così pure la condanna per il ritardo nel risarcimento del danno. Venerdì scorso il Tar di Palermo ha di fatto commissariato l’assessorato alla Pesca assegnando gli ultimi 90 giorni di tempo per chiudere la pratica, altrimenti ci penserà il prefetto di Palermo, che la sentenza già incarica di eseguire eventualmente il pagamento entro i successivi 60 giorni.
Continuano a piovere sentenze negative sugli uffici-lumaca della Regione. Si è aperto un filone in cui si stanno inserendo parecchi ricorsi. Nel solo ultimo mese la Regione è stata condannata a risarcire 20 milioni alla New Energy per il ritardo nell’erogazione di un finanziamento, poi perso. Poco dopo sono arrivate due sentenze di condanna, sempre da parte del Tar, perchè l’assessorato alla Pesca nel novembre 2004 prima concesse un finanziamento per la demolizione e il successivo acquisto di nuove barche, poi a distanza di due anni e mezzo revocò tutto. Ma di tempo, secondo il tribunale amministrativo, ne era passato troppo e le imprese avevano legittimamente avviato investimenti che meritano un risarcimento.
La ditta in questione è la Aprile Benedetto & C. Snc, assistita dall’avvocato Leonardo Cucchiara: aveva ottenuto un finanziamento regionale da 134.431 euro che avrebbe a sua volta integrato con quasi 202 mila euro. Il decreto che assegnava i fondi era stato firmato, all’epoca del secondo governo Cuffaro, dall’assessore Carmelo Lo Monte (oggi nell’Mpa). La revoca, nel 2007 (terzo governo Cuffaro), reca la firma di Nino Beninati, oggi nel Pdl.
La sentenza di venerdì scorso del Tar di Palermo fa fare un salto ulteriore alla giurisprudenza in materia di ritardi alla Regione. Si tratta tecnicamente di una sentenza di ottemperanza, pronunciata dal presidente della seconda sezione, Nicolò Monteleone. Nel provvedimento si legge che la Regione malgrado una prima sentenza di condanna del 29 gennaio 2009 «non ha dato esecuzione, neppure dopo che la ditta interessata ha notificato, il 28 aprile 2010, apposito atto di diffida». Da qui l’assegnazione del termine di 90 giorni giorni: scaduto il quale, entrerà in scena il commissario. Ma a questo punto la Regione verserà non più i 134 mila euro originari: le toccherà scucire anche interessi, sanzioni, spese processuali e le spese per il commissario ad acta. Somme non ancora calcolate ma che dovrebbero far lievitare di alcune decine di migliaia di euro il totale.
Di più. Le somme promesse e mai erogate sarebbero state frutto dei fondi europei di Agenda 2000. Chiuso questo programma di spesa, i soldi con cui pagare ora il risarcimento e le sanzioni dovranno invece provenire dal bilancio regionale. Non è un caso infatti che la sentenza con cui il Consiglio di giustizia amministrativa il 21 aprile scorso confermò il diritto al risarcimento deciso dal Tar, dispone anche la trasmissione degli atti alla Procura della Corte dei Conti per valutare il danno erariale frutto del ritardo provato: «Poiché dalla controversia in esame - si legge nella sentenza del Cga - deriva un danno per l'erario, si reputa necessario trasmettere copia della presente decisione alla Procura generale della Corte dei Conti per gli accertamenti e le valutazioni di competenza».

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