Siti archeologici, a rischio anche Kamarina

In Sicilia preoccupa la situazione più grave è quella del Ragusano. A segnalarlo è "ASud'Europa", il periodico on line del centro Pio La Torre

PALERMO. Il crollo della "Domus dei Gladiatori" a Pompei ha aperto uno squarcio anche sullo stato di degrado del patrimonio artistico italiano. Il nuovo numero di "ASud'Europa", il periodico on line del centro Pio La Torre, contiene un reportage sui beni "a rischio". Dal crollo del portale del santuario di Gela ai recenti sequestri a Palermo della chiesa della Gancia e delle statue del complesso monumentale "Teatro Marmoreo di Re Filippo V di Spagna".
La situazione più grave, sostiene il reportage pubblicato dal sito, è però quella di Kamarina, in provincia di Ragusa. L'antichissima colonia risalente a 2.600 anni fa, è minacciata da una forte erosione costiera. Nel giro di poco più di un anno le onde hanno inghiottito decine di metri di costa e di reperti archeologici. Le cause, secondo le associazioni ambientaliste, risiedono principalmente nel prolungamento di un molo nel vicino porto di Scoglitti.
Intanto continua l'odissea dell'opera di restauro della villa romana del Casale, il sito archeologico siciliano più visitato dopo la Valle dei Templi di Agrigento che tra continui ritardi, rimandi, proroghe da sette anni aspetta il definitivo restauro.

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