Sicilia, Cronaca

Rifiuti, la Sicilia in ginocchio

Lavoratori senza stipendio in sciopero a Enna, nel Nisseno e in provincia di Messina. Nel Trapanese braccio di ferro tra Ato e sindaci morosi

PALERMO. Mentre Palermo tenta di rialzare la testa anche con l’aiuto dei fondi Cipe in arrivo in città, il resto della Sicilia rischia di sprofondare sommersa dai rifiuti. Nel Trapanese l’Ato Belice diffida i sindaci: pagate o dovremo chiudere la discarica. Senza soldi anche i lavoratori. E così lo sciopero dei sta portando Enna, ormai sepolta dalla sporcizia, al tracollo. I cumuli di spazzatura superano ormai le 300 tonnellate. La situazione è aggravata dal vento e dalla pioggia che ha sparso la spazzatura per tutta la città ed anche lungo le pendici. In alcune strade, come la centrale via Kamuth, le auto hanno difficoltà a circolare a causa delle montagne di rifiuti.
Da giorni ormai gli operatori ecologici di Sicilia Ambiente, società che gestisce per conto dell'Ato Rifiuti la raccolta urbana, hanno incrociato le braccia e si asterranno dal lavoro fino a quando non verranno corrisposte due mensilità arretrate. Saranno necessari almeno dieci giorni per smaltire tutta la spazzatura accumulata nel centro cittadino. La situazione è grave anche in molti comuni della provincia, come a Pietraperzia, dove il sindaco Vincenzo Emma ha minacciato di consegnare la fascia di primo cittadino se gli operatori non verranno precettati.
Situazione simile anche nel Nisseno e in provincia di Messina, in particolare in due dei centri più grossi, a Barcellona e a Milazzo, dove la raccolta procede a rilento permettendo accumuli di spazzatura in prossimità dei contenitori per il conferimento dei rifiuti e ormai pure sui marciapiedi.
I dettagli nel Giornale di Sicilia in edicola oggi.

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