Fondi Ue non spesi, nuova tegola sulla Regione

Sul piatto della bilancia circa 2,5 miliardi di euro di soldi destinati ad opere ed infrastrutture. Spesi solo il 6%. L’Ue: senza nuovi investimenti i soldi vanno restituiti

PALERMO. Una corsa contro il tempo, che però sembra non dare scampo alla Regione siciliana. Ieri si è riunito il comitato di sorveglianza dei fondi comunitari destinati al Por Fesr 2007/2013 (programma operativo regionale Fondo europeo per lo sviluppo regionale). Sul piatto della bilancia circa 2,5 miliardi di euro di soldi destinati ad opere ed infrastrutture nella regione. Di questa cifra, ad oggi, risulta speso e certificato solo il 6 per cento, mentre l'11 per cento è impegnato in opere o interventi che ancora non sono cominciati. E adesso arriva l’aut aut dei commissari europei agli assessori: o si spendono 978 milioni di euro (una parte del Por fesr 2007/2013) entro il 2011 e si dimostra di aver realizzato qualcosa di concreto, oppure questi soldi torneranno a Bruxelles. La Regione, allora, sta pensando ad una rimodulazione dei fondi. In sostanza, a un nuovo piano di interventi su opere e strutture.
Gli interventi urgenti riguardano il settore del turismo, che finora ha investito poco o nulla dei fondi e le infrastrutture viarie, che hanno subito una brutta battuta d'arresto a causa dei fondi Fas mai arrivati e del commissariamento del consorzio autostrade siciliane, che ha bloccato una serie di bandi già pronti.
“Di questo passo - ha detto Mario Filippello, segretario regionale della Cia, la confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa - dovremo restituire le somme che l'Ue ci mette a disposizione perdendo una grande opportunità”. Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Confapi, Cna, Lega Cooperative, Legambiente, associazione Le Onde hanno diramato una nota in cui chiedono “un'inversione di rotta, perché le risorse Ue non siano destinate lontano dall’Isola”.
“I dati sullo stato di attuazione mostrano una situazione certamente non brillante - dice Felice Bonanno, dirigente del dipartimento Programmazione - ma registriamo un incremento del trend di spesa nell'ultimo periodo. Vi sono diverse spese già realizzate, ma non ancora rendicontate che ci consentiranno, entro la fine dell'anno, di scongiurare il rischio di disimpegno automatico delle risorse”. Antonio Riolo, della segreteria regionale Cgil, ritiene necessario “invertire la rotta e vincere la sfida della spesa dei Fondi europei”. Per Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, “bisogna fare in modo che queste risorse non siano sprecate solo in interventi di scarsa utilità”.

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