Favara, nessun aiuto dopo il crollo: debiti per 1,2 milioni

Lo dice il sindaco Russello. "Ci hanno fatto solo promesse". Da pagare 50 ditte che hanno messo in sicurezza le zone colpite

FAVARA. Ancora una missione a Palermo ieri mattina del sindaco Mimmo Russello. All’assessorato regionale alla Famiglia e autonomie locali, retto da Caterina Chinnici, ha bussato e chiesto somme dovendo «tacitare» una cinquantina di ditte locali che da gennaio scorso, da quando il crollo di una fatiscente abitazione mise a nudo la pericolosità del centro storico, sono impegnate nella demolizione e messa in sicurezza di interi quartieri senza che per le attività svolte abbiano ricevuto un centesimo.


Ho dato incarichi alle imprese che operano nel territorio – spiega il primo cittadino – confortato dagli impegni assunti dalle istituzioni superiori. Anche il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, venuto appositamente a Favara per visitare i luoghi della tragedia e per rendere visita alla famiglia Bellavia che nel crollo della casa, il 23 gennaio scorso, perse due giovanissime componenti, Marianna e Chiara Pia, si rese conto della necessità che il Comune di Favara da solo non avrebbe potuto affrontare l’emergenza». Dopo 10 mesi da quei tragici avvenimenti, nessun euro è, però, arrivato nelle casse del Comune, né per far fronte ai pagamenti conseguenti alle demolizioni, né per soddisfare le legittime richieste delle strutture che hanno dato ospitalità agli sfollati. E adesso il debito ammonta a 1 milione e 200.000 euro.Ulteriori approfondimenti sull'edizione cartacea del Giornale di Sicilia in edicola oggi, 20 novembre 2010. 

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