Debiti per quasi 19 milioni: Cefop a un passo dalla chiusura

L'ente di formazione professionale sarà probabilmente escluso dai finanziamenti pubblici per il 2011. L'assessore Centorrino: situazione grave, lavorano lì 1.200 persone

PALERMO. Sommerso dai debiti e in rosso anche rispetto all’accantonamento dei contributi per la costruzione del Tfr, il Cefop è a un passo dalla chiusura forzata. Il provvedimento verrà preso formalmente solo nei prossimi giorni ma in assessorato è già stato deciso che all’ente, uno dei più antichi e ricchi di personale, venga tolto il «patentino» che consente di accedere ai finanziamenti pubblici per l’attivazione dei corsi. Il Cefop potrebbe quindi terminare l’attuale stagione formativa ma resterebbe escluso dal piano della formazione professionale per il 2011.
Una decisione choc che in assessorato è maturata al termine di una serie di ispezioni e relazioni chieste dall’assessore Mario Centorrino. Fra le carte piovute in assessorato sarebbe emerso un debito di 16,9 milioni e mancati accantonamenti per il Tfr pari ad almeno 2 milioni. Inoltre, sempre secondo le prime notizie filtrate dall’assessorato, al Cefop sarebbe stato negato il Durc, il documento di regolarità contributiva senza il quale è impedito per legge l’accesso ai finanziamenti.
Sulla base di questi primi dati, Centorrino ha trasferito il tavolo di crisi alla Presidenza della Regione per affrontare l’emergenza col massimo dell’attenzione possibile: «È una fase delicata - ha commentato ieri l’assessore - perchè la situazione di questo ente è davvero grave e ci sono 1.200 persone che vi lavorano e che noi dobbiamo comunque salvaguardare».
Anche fra la documentazione chiesta dagli uffici e spedita dal Cefop a sostegno della sua azione, l’assessorato vuole vederci chiaro perchè alcuni dati non sembrerebbero corretti. Di sicuro la situazione del personale è fra le più pesanti nel settore siciliano: i dipendenti hanno preso l’ultimo stipendio a luglio. E anche per l’anno 2009 attendono due mensilità mai erogate, quelle di novembre e dicembre.
La situazione del personale allarma già i sindacati che da ieri hanno iniziato l’azione di pressing sull’assessorato. Per Giuseppe Raimondi della Uil «è impensabile assumere qualsiasi decisione se prima non si trova una soluzione per il personale. A nostro avviso ce n’è una che più garantisce la salvaguardia dei posti di lavoro. Dal primo gennaio i dipendenti del Cefop dovrebbero essere impiegati in corsi di aggiornamento professionale retribuito per poi essere trasferiti a nuovi enti». Anche Fabrizio Russo dello Snals dice con forza che «bisogna pagare i lavoratori e garantire l’occupazione di tutti i dipendenti».
Il Cefop è uno degli enti più antichi, nato negli anni Settanta e oggi guidato da Antonino Perricone recentemente avvicinatosi ad ambienti Mpa. Nel corso del 2010, per il piano di formazione attualmente in corso il Cefop aveva ottenuto 6,1 milioni per attivare 53 corsi tradizionali, altri 11 per la cosiddetta formazione speciale e 600 mila euro per quella permanente.
Il Cefop è attivo anche nel settore degli sportelli multifunzionali (che forniscono orientamento nel mondo del lavoro e dei corsi). E proprio alla vigilia dell’estate era stato fra gli enti che più avevano polemizzato con la decisione della Regione di ampliare il settore a dieci nuove sigle che avevano fatto ridurre proporzionalmente i fondi a quelle storiche. In quell’occasione i vertici del Cefop avevano anche mandato un preavviso di licenziamento a 300 dipendenti sostenendo di non essere in grado di pagarli proprio per la riduzione di fondi.Mario Centorrino, assessore regionale alla Formazione.

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