Sicilia, Cultura

Palermo diventa una "Città Rock&Pop" grazie a Mogol

Un progetto che prevede la creazione di laboratori musicali in centro e in periferia in collaborazione con il Cet e finanziati dal Comune. Oltre 400 i giovani che ne potranno usufruire

PALERMO. Il capoluogo siciliano, grazie al progetto "Palermo Città Rock&Pop", per un anno diventerà un laboratorio musicale, educativo e creativo. Un progetto che che porta la firma di Mogol, il paroliere di Battisti, e della scuola da lui fondata, il Cet (Centro europeo Tuscolano).
Saranno attivate cinque nuove sale prove in tutto il territorio: dal quartiere San Giovanni Apostolo allo Zen, dalla Zisa sino alla via Libertà. Protagonisti saranno i centri di aggregazione giovanile che collaborano da anni con l'assessorato comunale alle Attività sociali e quello delle Politiche giovanili.
Proprio i ragazzi e gli animatori dei centri diventeranno formatori con il compito di guidare gli adolescenti nel mondo della musica. Un viaggio che partirà dalla riscoperta dei classici e dei grandi autori, sia italiani che stranieri, con i cui testi i giovani dovrenno confrontarsi. «Formare i formatori - afferma Mogol - è la nostra priorità. Oggi domina la cultura dell'apparire. C'è una continua attenzione all'esteriorità che guarda esclusivamente all'essere famosi. Un circolo vizioso che, inevitabilmente, porta al nulla. si finisce così con l'essere menomati dal successo».
Il progetto prevede un percorso che prenderà il via proprio dall'allestimento delle sale prova, passando per l'organizzazione di laboratori musicali ed esibizioni, fino alla realizzazione di attività formative. Inoltre, al termine dei laboratori saranno selezionati 24 ragazzi che parteciperanno allo stage presso la scuola del Cet in Umbria.
Il Comune finanzierà l'intero progetto, con i fondi del Piano infanzia della città. «Sono stati stanziati - spiega l'assessore alle Attività sociali, Giuseppe Scalzo - oltre 240 mila euro. È un passo importante per una città che deve cominciare a riappropriarsi dei suoi spazi e dei percorsi che, si vuole, diventino virtuosi. Non c'è solo una finalità musicale nel nostro progetto ma, soprattutto, il coinvolgimento dei giovani in un percorso educativo».

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