Merenda antiracket a Palermo

PALERMO. "Con un poco di zucchero la mafia va giu", parafrasando la canzone di Mary Poppins, torte, gelati e cioccolato possono dare un colpo alla racket e un aiuto al consumo critico. E' il senso delle 'merende aperitivo' promosse a Palermo dal comitato Addiopizzo junior e che di volta in volta si tengono nei caffé, nei pub e nei bar che hanno aderito alle campagne contro le estorsioni. A un anno di distanza dalla nascita dell' iniziativa i ragazzi delle sezioni A e B della quarta elementare della scuola Palagonia hanno scelto, così, il 'Caffe' Oriol' per inaugurare le nuove campagne.     


Qui, un anno fa, il titolare, Maurizio Consiglio, aveva subito prima le minacce e poi un attentato incendiario al proprio locale. Poi l'incontro con i ragazzi dell'associazione e la scelta di dire no al pizzo aderendo alla lista dei commercianti del comitato. 'Non ho mai pagato - dice Consiglio - poi quando ho iniziato a conoscere le attivita' del gruppo non ho avuto esitazioni. Spero che occasioni come queste servano a risvegliare le coscienze, particolarmente ostili alla legalità in certi quartieri della citta". All'iniziativa èintervenuta anche Pina Maisano Grassi, vedova di Libero Grassi, il primo commerciante ad aver pagato con la vita il suo no al racket. "C'é stato un momento in cui sembrava che la città fosse più sensibile ad attività come queste - dice - oggi, sarà la crisi, ma è come se il contesto odierno fosse più sfilacciato.


La città, il Paese, hanno bisogno di essere governati ed eventi come questi possono avvicinare i cittadini al territorio".     A seguire i ragazzi nelle scuole è Anna Santoro, insegnante e attivista di Addiopizzo, che spiega come, negli anni sia cambiata la lotta al racket da parte dei più piccoli: "Oggi si fa meno fatica, prima era difficile persino raccogliere tra i docenti delle firme di adesione morale al comitato".

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