I tifosi: ritorni a vincere lo sport

I supporter dicono la loro su www.gds.it: “La Sicilia non è quella che si è vista in televisione quel giorno”. Per intervenire scrivete a postaweb@gds.it o cliccate QUI

PALERMO. Sono passati tre anni, nove mesi e dodici giorni da quel maledetto 2  febbraio 2007. Quel giorno è morto il poliziotto Filippo Raciti durante gli  scontri tra i tifosi del Catania e la polizia che si sono verificati fuori dallo stadio Massimino dopo il derby tra gli etnei e il Palermo. Da quella data si è deciso di non fare entrare i tifosi ospiti durante gli incontri tra rosanero e rossoazzurri. Fino ad oggi. La speranza, infatti, è che il 14 novembre 2010 apra una nuova era dei derby tra Palermo e Catania. È questo l’augurio dei tifosi-lettori del sito www.gds.it.
La Sicilia ha un’importante opportunità per mostrare il migliora lato di sé, secondo Ferdinando Martino: «Palermitani e catanesi hanno l’occasione per distinguersi in meglio rispetto ad altre tifoserie. Se si verificasse qualche scontro, invece, sarebbe un autogol per la Sicilia. Speriamo che domenica allo stadio prevalga il tifo sportivo e che si faccia anche un minuto di silenzio per ricordare Raciti, sarebbe una bella iniziativa».
Quando mancano i tifosi allo stadio, invece, è sempre una sconfitta per lo sport. Ecco, perché il ritorno dei supporters ospiti allo stadio rappresenta quella componente che è sempre mancata negli ultimi derby, secondo il parere di Giovanni Venezia.  «Sono contento di questa decisione, perché è bello assistere a un Palermo-Catania con i tifosi ospiti presenti. Io, infatti, - aggiunge Giovanni Venezia – ho sempre detestato il tifo contro una squadra e spero che domenica prevalga l’incitamento verso i propri colori». L’auspicio, dunque, è che i valori sportivi abbiano la meglio, ma in alcuni tifosi prevale ancora un po’ di scetticismo e purtroppo anche un po’ di timore.
«È giusto aver fatto tornare i sostenitori del Catania, ma la forte rivalità tra le due tifoserie rappresenta ancora un pericolo, tanto che se avessi dei figli piccoli, non li porterei a una partita del genere», ha affermato al sito del Giornale di Sicilia, www.gds.it, Angelo Onorato.
Ancora più amaro nella sua analisi Enrico Basilone, per il quale la gara col Catania rappresenta una doppia sfida, essendo fan rosanero e originario di Siracusa. «Io ero allo stadio di Catania quel 2 febbraio. La Sicilia non è quella che si è vista in televisione quel giorno, ma purtroppo la rivalità tra Palermo e Catania è troppo forte e credo che i tempi non siano ancora maturi per riaprire le porte ai tifosi ospiti. Da sportivo, però, spero vivamente di sbagliarmi». Che il nostro lettore si sbagli è l’augurio di tutti.

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