Mafia, sequestro da 1,5 milioni a imprenditori agrigentini

Nel mirino della Dia immobili, conti correnti bancari e postali, terreni ed una impresa del settore edile riconducibili a Nicolò e Eduardo Cino, padre e figlio

PALERMO. La Direzione Investigativa Antimafia di Palermo ha sequestrato agli imprenditori agrigentini Nicolò e Eduardo Cino, padre e figlio, immobili, conti correnti bancari e postali, terreni ed una impresa del settore edile, per un valore complessivo di oltre un milione e 500mila euro.
La misura, disposta dal Tribunale di Agrigento su proposta della Dda di Palermo, nasce dalle indagini della Dia. Nicolò Cino, 69 anni, sconta una condanna all'ergastolo per associazione mafiosa e omicidio. Gli accertamenti patrimoniali hanno rilevato la sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati e l'attività svolta dai due imprenditori.

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