Processo a Mori, pm chiedono l'esame di nuovi testimoni

I giudici dovranno decidere sull'ammissione alla deposizione dei sottufficiali dell'Arma Saverio Masi e Samuele Lecca su presunte irregolarità commesse

PALERMO. I giudici della quarta sezione del tribunale di Palermo, che processano il generale dei carabinieri Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato alla mafia, sono entrati in camera di consiglio per decidere sull'eventuale ammissione delle nuove richieste di prova presentate dai pm Nino Di Matteo e Antonio Ingroia.    
In particolare i magistrati hanno chiesto l'ammissione della deposizione dei sottufficiali dell'Arma Saverio Masi e Samuele Lecca, nel 2005 in servizio al nucleo operativo, perché testimonino su presunte irregolarità commesse, a loro dire, dai militari dell'Arma su input del capitano Antonello Angeli (indagato per favoreggiamento nell'inchiesta sulla cosiddetta trattativa tra Stato e mafia).     
Masi ha sostenuto di aver saputo da Angeli che il cosiddetto papello con le richieste di Rina allo Stato era stato trovato a casa di Ciancimino già nel 2005, ma che Angeli avrebbe avuto l'ordine dal suo superiore, il colonnello Gianmarco Sottili, di non sequestrarlo perché si trattava di una documentazione già acquisita. I pm hanno anche chiesto l'esame del magistrato Alfonso Sabella perché riferisca sulle sue perplessità, manifestate anche all'allora procuratore di Palermo Caselli, di concentrare sul Ros la ricerca di Provenzano.     
La procura ha chiesto anche l'esame del funzionario della Dia Nicola Franco perché deponga sulle circostanze del viaggio in Egitto fatto da Massimo Ciancimino in concomitanza con l'arresto di Provenzano. Ciancimino raccontò ai magistrati di essere stato indotto da esponenti dell'Arma ad allontanarsi dall'Italia perché di lì a poco sarebbe accaduto qualcosa e di avere capito dopo che il riferimento era all'arresto di Provenzano.    
La difesa si è opposta alle richieste dei pm sostenendo che fino a quando Mori resterà accusato di favoreggiamento e non gli verrà contestato in questo processo il nuovo reato di concorso in associazione mafiosa, per cui è indagato nell'ambito dell'inchiesta sulla trattativa, le fonti di prova sollecitate dalla procura non sono pertinenti.    
I legali, infine, hanno chiesto l'esame del colonnello Sergio De Caprio, conosciuto come "Capitano Ultimo" e dell'ufficiale Carmelo Canale. Anche su questo il tribunale si è riservato e deciderà entro oggi. 

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