Inchiesta festini, Perla parla anche di politici trapanesi

Alcuni incontri si sarebbero tenuti in ville e residenze nella zona di Castelvetrano, Triscina, Tre Fontane e San Vito Lo Capo. Coinvolti qualche sindaco, consiglieri comunali, manager

PALERMO. C'é un versante trapanese nell'inchiesta sui festini a luci rosse di cui ha parlato Perla Genovesi, la "pentita" che ha aperto un nuovo filone d'inchiesta che coinvolge il premier Silvio Berlusconi. Agli incontri, che si sarebbero svolti in ville e residenze nella zona di Castelvetrano, Triscina, Tre Fontane e San Vito Lo Capo, avrebbero partecipato personaggi influenti del potere locale: qualche sindaco, consiglieri comunali, manager di importanti aziende a partecipazione pubblica.
Perla Genovesi avrebbe fatto alcuni nomi e descritto scene piccanti ed episodi di sesso. In questi ambienti sarebbe arrivata sia attraverso canali politici - prima di militare in Forza Italia era stata vicina al Nuovo Psi - sia attraverso Paolo Messina, l'impiegato comunale di Campobello di Mazara che avrebbe gestito un traffico di droga con il Sudamerica, la Spagna e l'Olanda. Lei stessa è stata arrestata il 18 luglio di quest'anno per avere trasportato ingenti quantitativi di cocaina. Ma già nel 2005 era stata sorpresa con droga in auto mentre era assistente parlamentare del senatore del Pdl Enrico Panetta.
Sui "festini" trapanesi il racconto della Genovesi mette a fuoco un circuito locale di incontri a luci rosse. Non emergono fino a questo momento collegamenti con le "feste" che coinvolgono l' entourage di Berlusconi ma solo un'affinità di tipo politico: anche i protagonisti degli incontri siciliani sarebbero quasi tutti esponenti del Pdl o comunque legati al  centrodestra.

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