Licata, così sono stati sgozzati i due anziani

Dopo la seconda ispezione cadaverica ricostruita la dinamica dei fatti. L'uomo colpito prima alla testa con un posacenere, poi il taglio della gola. La donna ha provato a scappare

LICATA. Antonino Timoneri operatore ecologico ed ex sindacalista della Cgil di Licata, sgozzato insieme alla moglie nella sua abitazione, sarebbe morto per primO. E' la ricostruzione fatta dagli investigatori, che indagano sul duplice omicidio, sulla base della seconda ispezione cadaverica appena terminata.   All'uomo sarebbe stata data prima una botta in testa, forse con il posacenere che c'era sul tavolino; poi gli sarebbe stata tagliata la gola con un coltello dalla lama di 20 centimetri. Alla moglie, Rita Di Miceli, casalinga di 81 anni, era stata nel frattempo tappata la bocca, per evitare che gridasse, con un fazzoletto.    
E' probabile che al rifiuto della donna di consegnare agli assassini la chiave della cassaforte, la banda abbia reagito tagliandole la gola. L'anziana, ferita a morte, avrebbe cercato anche di scappare, cadendo lungo le scale. Non è escluso che avesse addosso, all'interno di un piccolo borsellino, del denaro. Il portafogli sarebbe stato rubato.   Secondo i racconti acquisiti da polizia e carabinieri, Di Miceli sarebbe stata solita portare con sé anche quando usciva di casa, parte dei suoi risparmi. Le scorse settimane, la donna si sarebbe lamentata con alcuni vicini di casa dicendo di sentirsi poco sicura nel quartiere. Stando ai racconti dei residenti del rione San Paolo, nel centro storico di Licata, la coppia, prima del tramonto si chiudeva in casa e non apriva a nessuno, nemmeno ai familiari.    
L'ispezione cadaverica avrebbe inoltre fissato l'orario della morte dei coniugi alle 15 circa e non alle 18,30 come era stato ipotizzato inizialmente.

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