Il Palermo una splendida realtà

Se guardi i gol - quantità e qualità - è stata la domenica della Juve e del Palermo. Se poi parti dal confronto diretto fra le due forse più belle realtà del torneo, vinto dai rosanero per 3 a 1, logica vorrebbe che toccasse alla squadra di Delio Rossi il titolo di Special Outsider. E qualcosa di più: una scorsa rapida all'albo d'oro del Campionato ci dice che Fiorentina, Roma e Lazio (due volte a testa), Cagliari, Verona, Napoli e Sampdoria hanno conquistato i loro straordinari scudetti (l'ordinario passa Juve, Milan e Inter) a cavallo dei Mondiali, praticamente quando gli squadroni hanno consegnato, come d'abitudine, i loro migliori giocatori alle rispettive nazionali.
Puoi anche trarre, dalla straordinaria messe di gol, la convinzione che ormai l'Italia calcistica s'è messa sulle tracce della Spagna anche se oggi il suo miglior tecnico, Josè Mourinho, è un felice esecutore del modulo «catenaccio offensivo» inventato apposta per l'Inter superdotata e difficilmente esportabile in Casa Real; sicuramente l'Italia offre partite più belle di quelle inglesi, almeno da quando Manchester United e Liverpool sono in diversa ma appariscente crisi: controlleremo in Champions, fra poche ore, lo stato di salute delle signore d'Europa e tuttavia già prima di Roma-Basilea, Real Madrid-Milan e Inter-Tottenham mi dico convinto della possibilità di un risultato positivo, così come per Juve, Palermo, Napoli e Sampdoria in Europa League rispettivamente alle prese con Salisburgo, Cska Mosca, Liverpool e Metalist. Bando ai piagnistei, dunque, e speriamo di continuare a goderci le gesta brasiliane del Milan, la rinata potenza della Juve e il Palermo che finalmente rivela le virtù originarie di Delio Rossi, ovvero il (presunto) allievo di Zdenek Zeman che riuscì a superare il (presunto) maestro adeguando gli spiriti offensivi a una pur moderata scienza difensiva. Il campionato vive peraltro una fase di straordinaria vitalità e qualità più per le esibizioni dei campioni che per le invenzioni dei tecnici. Benitez, Allegri, Rossi, Di Carlo e Delneri devono ringraziare il maicosìgrande Eto’o, il magico trio Ibra-Pato-Ronaldinho, il Divin Pastore e Baby Ilicic, Cassano e Pazzini, Krasic, Aquilani e il rinato Melo: anche se si deve dar atto al tecnico juventino di avere restituito al brasiliano le qualità che lo fecero scegliere dalla Juve, di aver assegnato all'ex-romanista un ruolo che ne esalta le capacità dopo anni opachi, al serbo la posizione ideale in campo e nel concerto di gruppo. Per non dire di Alex Del Piero, ieri felicemente alla pari - per i 178 gol bianconeri - con Giampiero Boniperti, anche se difficilmente potrà eguagliarne le capacità di leader in campo e dietro la scrivania. Sentito Prandelli che si augura di far giocare insieme in amichevole Cassano e Totti, credo che la Federcalcio farebbe bene a dedicare una partita anche a Del Piero. Gliel'ho detto, ieri, complimentandomi con lui per l'ottimo inizio di stagione, e dal botta-e-risposta ho tuttavia ricavato la sensazione che Alex tornerebbe volentieri in azzurro. Ma sul serio, non en amitiè.

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