Falso in bilancio, processo Amia deve ricominciare

L'avvocato Mauro Torti, che difende Orazio Colimberti, non ha dato il consenso alla rinnovazione degli atti per diversa composizione del collegio di cui non fa più parte il presidente Raimondo Lo Forti, trasferito alla corte d'appello

PALERMO. Dovrà ricominciare il processo all'ex direttore generale dell'Amia (azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti a Palermo), Orazio Colimberti, imputato assieme all'ex presidente dell'azienda, Enzo Galioto, e ad altri membri del cda per falso in bilancio, davanti alla terza sezione del tribunale di Palermo. L'avvocato Mauro Torti, che difende Colimberti, non ha dato il consenso alla rinnovazione degli atti per diversa composizione del collegio di cui non fa più parte il presidente Raimondo Lo Forti, trasferito alla corte d'appello.


A Torti si sono associati anche tutti gli altri difensori a esclusione del legale di Franco Arcudi, uno degli imputati. A questo punto dovranno essere risentiti tutti i testimoni del pm e i consulenti della Procura che avevano già testimoniato, così come alcuni degli imputati. Si allungano così i tempi del processo e si avvicina la prescrizione del reato.    In questo processo, l'Amia è responsabile amministrativa per i fatti degli imputati  e al tempo stesso è parte civile assieme al Comune. Secondo la tesi dell'accusa, rappresentata dal pm Carlo Marzella, grazie alle fittizie cessioni e a bilanci truccati i dirigenti dell'Amia avrebbero avuto stipendi più sostanziosi per i premi che ricevevano dal Comune di Palermo con presunti risultati raggiunti. Il processo è stato rinviato al 25 ottobre.

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