Nocerino, l'instancabile mastino

Il mastino rosanero è uno dei giocatori sempre presenti in campo. "Partite senza soste? Non c'è problema per me"

PALERMO. Da possibile partente a pilastro. Antonio Nocerino un anno e mezzo fa aveva chiesto di andar via da Palermo perché con Zenga in panchina giocava poco. Poi è arrivato Delio Rossi e il centrocampista napoletano è diventato un punto fermo della squadra. La maglia azzurra però rimane ancora off limits per lui. «Vuol dire che ci sono giocatori che la meritano più di me - dice Nocerino con un pizzico di amarezza -, gioco bene da un anno e non posso che continuare a farlo nel Palermo. Preferisco non parlarne più, anche se mi fa piacere che altri ne parlino».



In questo inizio di campionato Nocerino è rimasto fuori solo nella trasferta a Praga per squalifica, giocando finora 780 minuti. Ma non teme il prossimo tour de force. «Giocheremo 15 partite da qui alla sosta? Non c'è problema, io mi stanco solo quando non gioco. In ritiro ci siamo allenati per giocare una partita ogni tre giorni. È solo un fatto mentale: la testa comanda il fisico». Dove non importa, basta che si giochi. Anche perché Antonio ha instaurato un feeling particolare con Rossi. «Quest'anno ho giocato un paio di partite come regista al posto di Liverani, anche se quel ruolo non mi piace e preferisco giocare come interno, dove ho la possibilità di spingermi più avanti. Ma me lo ha chiesto Rossi e io per lui giocherei anche terzino». La cooperativa del gol rosanero (già otto i giocatori a segno) aspetta ancora un suo acuto. «Spero di tornare presto al gol, nel frattempo visto a Firenze che assist a Pastore? Ma io non mi stupisco, sono colpi che sono nel mio repertorio. È bello comunque che segnino tutti, vuol dire che esprimiamo un bel gioco, mentre l'anno scorso c'erano due giocatori, Miccoli e Cavani, che facevano la differenza».



La stella quest'anno si chiama Pastore. «Bisogna andare cauti - precisa Nocerino - perché il Flaco è ancora molto giovane. Per fortuna lui è un ragazzo molto intelligente e ha la testa sulle spalle. Se lo dovessi affrontare? Andrei in difficoltà, e se tentasse di dribblarmi - scherza - gli farei saltare le gambe. Il suo calcio è allegria e quando tenta qualche "numero" non lo fa per irridere gli avversari ma perché lui è così».
Il Palermo comunque - tiene a sottolineare Antonio - non è solo Pastore. «Siamo un gran bel gruppo - continua Nocerino - in cui i giocatori che sono andati via sono stati sostituiti da altri altrettanto validi. Come valore siamo sullo stesso standard dello scorso anno. Siamo una squadra che, per merito dell'allenatore, gioca a memoria. Si diverte chi gioca e fa divertire chi la guarda. I giovani? Scommetto su Darmian».
Anche se al momento sembra divertire di più quando gioca in trasferta. «È solo una coincidenza, certo magari al Barbera le squadre che affrontiamo ci conoscono e ci lasciano meno spazi, ma noi dobbiamo solo giocare come sappiamo e magari essere un po' più cinici sotto porta».



Anche gli arbitri potrebbero sbagliare un po' di meno a sfavore del Palermo, com'è capitato finora. «A noi giocatori non compete parlare su questo - risponde il centrocampista - per quello c'è la società. La moviola in campo? Sono favorevole, se può aiutare ben venga». Il suo collega di reparto/amico Migliaccio («in campo con Giulio parliamo sempre in dialetto napoletano») in questi giorni ha rinnovato il contratto fino al 2014. «Rinnovo anche per me? Non lo so, non dipende da me. Non penso ci siamo problemi, io e mia moglie stiamo benissimo qua». Da buon partenopeo adora Maradona. «Ho giocato con Del Piero che è un grande, ma prima viene Diego e poi gli altri»; e ama la musica napoletana, tanto che in ritiro ha "stressato" qualche compagno ascoltando in continuazione la versione attuale di «Tu vo fa' l'americano». A indossare la maglia del Napoli ormai non ci pensa più. «Prima poteva succedere - spiega - ora è difficile, la società azzurra ha fatto altre scelte e poi non penso che il Palermo voglia vendermi. Quando gioco contro il Napoli comunque è sempre un'emozione particolare, soprattutto al San Paolo. Mi piacerebbe se Palermo e Napoli andassero insieme in Champions League».

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