Messineo: "A Palermo non ci sono più boss di spicco"

Il procuratore della Repubblica: "La mafia è in difficoltà, in città non c'è un vero e proprio capo. Cosa Nostra non finisce con Matteo Messina Denaro, ma sarebbe un colpo durissimo per l'organizzazione"

PALERMO. "A Palermo non c'è più un latitante di spicco in circolazione. Un dato storico, non era mai avvenuto prima". Il procuratore Francesco Messineo parla della nuova stagione di Cosa nostra del capoluogo, senza un vero boss in libertà. L'unico nome grosso rimasto è quello trapanese di Matteo Messina Denaro. 


"Un mafioso di spessore a Palermo c'è, ed è Giovanni Motisi, ricercato dal 1998 per strage e omicidi, ma su di lui ci sono tante voci. La cattura dei latitanti è stato senza dubbio un successo, frutto di lavo e di grandi sforzi da parte della magiestratura e delle forze dell'ordine. Facendo un'attenta analisi, si nota che a Palermo non ci sono più omicidi di mafia da 3 anni, l'ultimo è stato quello di Ingarao. Questo significa che Cosa Nostra vive un momento di difficoltà in una città rimasta senza un vero boss".


Ma la guerra, dice Messineo, è ancora lontana dall'essere vinta: "La mafia si sta già riorganizzando - dice - rimettendo in campo delle vecchie figure. Di nuovi "pezzi grossi" ce n'era uno, Giovanni Nicchi, ma lo abbiamo preso in tempo". Lo stesso Messina Denaro con Palermo ha contatti sporadici. La mafia non finirebbe con lui, ma la sua cattura sarebbe un colpo durissimo". Ulteriori approfondimenti nell'edizione cartacea del Giornale di Sicilia in edicola oggi, 9 ottobre 2010.

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