Paolo Romani, ecco chi è il nuovo ministro

Una vita tutta spesa tra la politica e la televisione quella del nuovo ministro dello Sviluppo economico

ROMA. E' una vita tutta spesa tra la politica e la televisione, quella di Paolo Romani, il nuovo ministro dello Sviluppo economico che succede a Claudio Scajola.
Viceministro alle Comunicazioni fino a stamattina, ruolo che lo ha visto protagonista sia sul fronte televisivo che della telefonia negli ultimi mesi, Romani ha così fatto un altro passo avanti, andando a occupare una casella vuota da oltre 150 giorni.
Nato a Milano il 18 settembre 1947, sposato con tre figli, interista sfegatato, il viceministro Romani è deputato e assessore del Comune di Monza con delega all'Expo 2015, ma non nasce come uomo politico. Il primo amore è invece la tv, settore del quale si è comunque occupato a lungo anche nei vari incarichi assunti in questi anni, e che secondo alcuni, gli aveva finora precluso le porte di via Veneto proprio per un'eccessiva affinità con gli interessi televisivi del presidente del Consiglio.
Nel 1974 fonda infatti TVL Radiotelevisione Libera (già Telelivorno), di cui assume la carica di presidente fino al 1976, quando dà vita a Milano TV, specializzata in contenuti cinematografici, poi trasformatasi in Rete A, emittente nazionale, di cui è direttore generale fino al 1985 per la Peruzzo Editore S.p.A. Dal 1986 al 1990 prosegue l'esperienza televisiva come amministratore delegato di Telelombardia; e nello stesso periodo è anche corrispondente di guerra, in particolare seguendo la rivoluzione rumena del 1989, la guerra dell'ex Jugoslavia ed i conflitti in Iran-Iraq. Nel 1990 è editore di Lombardia 7, emittente che cede nel 1995, con lo sbarco in politica e l'elezione a deputato con Forza Italia.
Insieme ad altre funzioni, comincia ad occuparsi di tv anche in ambito parlamentare, entrando nella Commissione speciale per il riordino del settore radiotelevisivo, e di partito, assumendo la responsabilità del Dipartimento Nazionale Informazione Radiotelevisiva Forza Italia. Nella legislatura successiva entra nella Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni (di cui diventa presidente nella legislatura successiva) e in quella per la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
La prima esperienza di governo risale al 2005, quando è nominato sottosegretario alle Comunicazioni, incarico che torna ad assumere in questo governo Berlusconi, prima di essere promosso viceministro nel maggio dell'anno scorso. E' in questa veste che si occupa in prima persona delle vicende legate alla Rai e all'ingresso di Sky sul digitale terrestre, ma anche di telefonia, con i tavoli sulla nuove reti e la vertenza Telecom, e Internet, con il difficile obiettivo, soprattutto in tempi di crisi, di colmare il digital divide su tutto il territorio nazionale.
Grande appassionato e lettore di libri di storia, snocciola date e battaglie come se niente fosse: ma l'altra grande passione, oltre alla tv, è l'Inter, di cui tenta di non perdersi neanche una partita. Appena può, infatti, Romani va allo stadio con il figlio grande.

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