Falsone, il Riesame annulla in parte l’ordinanza di arresto

Il tribunale ha ritenuto insussistenti i gravi indizi di colpevolezza sull'accusa di essere socio occulto in tre aziende agrigentine

AGRIGENTO. Il tribunale del Riesame di Palermo ha parzialmente annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell'ex capo mafia di Agrigento Giuseppe Falsone.
Accogliendo la richiesta avanzata dal legale dell'ex boss agrigentino, l'avvocato Giovanni Castronovo, il tribunale ha ritenuto insussistenti i gravi indizi di colpevolezza sull'accusa di essere socio occulto in tre aziende di trasformazione e confezionamento di frutta e verdura che operano fra Campobello di Licata e Canicattì.
Il boss agrigentino resta comunque in carcere per scontare una condanna all'ergastolo per omicidio e una per associazione mafiosa. L'istanza di scarcerazione, limitatamente ad una delle due contestazioni di intestazione fittizia di beni, era stata avanzata dallo stesso pm Fernardo Asaro. Alla richiesta si era associato il legale del capomafia.
La Procura aveva motivato l'istanza sostenendo che l'estradizione concessa all'Italia dalla Francia, Paese in cui il boss è stato arrestato, era relativa solo ai reati di omicidio e mafia e non a quello di intestazione fittizia di beni. Per questo capo di imputazione l'estradizione non era ancora giunta al momento della cattura.

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