Il ritorno a Palermo e tra i rifiuti

Cara direzione, anch'io sono ritornata, dopo un anno e mezzo di assenza, nella mia città natale, Palermo, e l'ho trovata veramente orribilmente sporca. I rifiuti sono  effettivamente dovunque e anche se è comprensibile che si diffondano
anche a causa delle condizioni atmosferiche - il famoso vento isolano - non è altrettanto comprensibile che rimangano lì dove sono, sia in posti pubblici che privati, quali le aiuole antistanti un condominio, dove ci si potrebbe immaginare che entri in azione il famoso meccanismo siculo del "quel che è fuori da casa mia non mi importa a mia ".  
E lo sporco mi è risaltato ancor più agli occhi, paragonando Palermo con Trapani, città nella quale ho trascorso in agosto una settimana, che mi ha colpita veramente positivamente: una bella, ampia, vivace e pulitissima zona pedonale in cui fa piacere muoversi e passare le vacanze. Perché a Palermo non ci si riesce? Come si può permettere a degli sconsiderati di trasformare una città colma di monumenti eccezionali in un immondezzaio?
Livia Arena- Schönberger
Sono un palermitano e da oltre 50 anni vivo a Torino. Quasi tutti gli anni faccio visita alla mia città un po' per nostalgia, un po' per visitare un cimitero dove ho qualche affetto. La cosa che mi rattrista molto è vedere le strade della città invase di rifiuti. Quando ho saputo che tra i mezzi di trasporto pubblico vi sono tre linee di metrò, ho pensato che le cose si stessero aggiustando. Poi ho letto sul gds che diversi crocieristi sono stati accolti da montagne di rifiuti.
Vincenzo Ganci

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